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2.5.12

ROMA\ aise\ - Si svolgerà dal 16 maggio al 21 giugno "Letterature Festival Internazionale di Roma", lo storico festival della Capitale che giunge quest’anno alla sua XI edizione.
La manifestazione, presentata in Campidoglio dall’assessore alle Politiche culturali e Centro storico, Dino Gasperini, sarà ospitata nella splendida cornice della Basilica di Massenzio e vedrà la partecipazione di grandi rappresentanti della letteratura italiana e internazionale: da Amos Oz a Peter Cameron, da Sophie Kinsella a Michael Connelly, ma anche Erri De Luca, Alessandro Piperno, Melania Mazzucco, Silvia Avallone, e altri ancora. Alla presentazione sono intervenuti Maria Ida Gaeta, direttrice artistica della manifestazione e responsabile della Casa delle Letterature, e Fabrizio Arcuri, regista del Festival.
Nel corso delle dieci serate, gli autori invitati - stranieri e italiani - leggeranno testi inediti ispirati al tema che il Festival propone in questa edizione: semplice/complesso. Ascolteremo quindi tante riflessioni sul rapporto tra la dimensione della complessità e quella della semplicità nel pensiero e nella scrittura.
Gli ospiti leggeranno in lingua madre e in alcuni casi saranno introdotti da attori e attrici che leggeranno brani tratti da loro opere già edite in Italia. Tutte le letture saranno presentate e sempre concluse da esecuzioni di musica dal vivo.
La serata inaugurale del 16 maggio vedrà la partecipazione di Michael Nyman, uno dei più importanti musicisti e compositori contemporanei, maestro del minimalismo e autore di colonne sonore memorabili come quelle composte per oltre dieci film di Peter Greenaway o per "Lezioni di piano" di Jane Campion. La seconda serata del Festival, il 22 maggio, sarà invece dedicata alla poesia. Insieme ad uno dei più importanti poeti americani contemporanei, Robert Hass, saranno protagonisti della serata dieci poeti italiani che, oltre a leggere loro versi inediti sul tema del Festival, leggeranno poesie di maestri del secondo Novecento italiano scomparsi nell’ultimo decennio.
Nelle serate a seguire saranno invitati molti autori stranieri, spesso accostati ad autori italiani e scelti, tutti, perché rappresentativi - e vedremo in quanti differenti modi - della scena letteraria contemporanea.
Da autori pienamente letterari come l’israeliano Amos Oz, gli italiani Alessandro Piperno, Melania Mazzucco e Erri De Luca, l’americano Peter Cameron e l’inglese Jeanette Winterson; a scrittori di un best seller internazionale come David Nicholls e Vanessa Diffenbaugh o di straordinaria popolarità come Michael Connelly che sarà nella stessa serata dell’italiano scrittore di genere Marco Malvaldi; alle esordienti di grande successo come l’americana di origine giapponese Julie Otsuka, rivelazione dell’anno, e gli italiani Silvia Avallone e Massimo Gramellini; al poeta indiano Jeet Thayil che con il suo primo romanzo si inscrive nella scia delle scritture della realtà così come l’italiano Ascanio Celestini con cui condividerà il palco di Massenzio; alle due serate che propongono l’incontro tra diverse espressioni della dimensione femminile con l’abbinamento tra la giornalista e scrittrice "rosa" inglese Karen Swan e la grandissima autrice e attrice italiana Franca Valeri, o l’autrice di "letteratura per ragazze" Sophie Kinsella che divide la serata con la filosofa e intellettuale italiana, Luisa Muraro, tra le maggiori esponenti del pensiero della differenza diventata punto di riferimento e modello per gli studi sul pensiero delle donne.
Quest’anno, dopo gli omaggi delle ultime edizioni a Luigi Malerba, Ennio Flaiano ed Elsa Morante, si è scelto di rendere omaggio al grande autore italiano Italo Calvino. Dieci canzoni, Le Canzoni Invisibili, i cui testi si ispirano ad altrettanti titoli di libri di Calvino e ognuna delle quali, accompagnata da proiezioni video, musica e letture live, aprirà le dieci serate del Festival.
La principale novità del festival è il concorso letterario online "Io, Massenzio". Per la prima volta, il pubblico potrà partecipare al festival inviando entro il 15 maggio un proprio testo inedito (1.800 battute) sul tema del festival. I primi 100 testi saranno pubblicati sul sito www.festivaldelleletterature.it, i 5 più votati dal pubblico saranno menzionati nell’ultima serata del festival e vinceranno tanti premi, tra cui 10 libri degli autori presenti all’edizione di quest’anno e ingressi omaggio per mostre e spettacoli.
"340.000 visitatori nelle scorse edizioni, oltre 200 tra i più celebri autori italiani e stranieri accompagnati da attori, musicisti e artisti di grande prestigio: sono questi i numeri con cui ci confrontiamo e partiamo per questa nuova edizione del festival internazionale delle letterature", ha dichiarato l’assessore Gasperini, presentando l'appuntamento. "Il Festival è cresciuto tantissimo", ha aggiunto, e "continua la meraviglia di condividere una lettura appassionata ed inedita attraverso il dialogo e Roma è sede di un confronto internazionale".
La manifestazione è realizzata dall’assessorato alle Politiche culturali e Centro storico di Roma Capitale, con l’ideazione e la cura artistica della Casa delle Letterature di Roma e con l’organizzazione e produzione di Zètema Progetto Cultura grazie al contributo delle Banche cotesoriere di Roma Capitale ed al sostegno delle ambasciate americana, inglese, israeliana, indiana, al British Council e all'American Academy. (aise)

3.5.11

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Salve a tutti gli ascoltatori di Ora Italia! Finite le feste pasquali siamo di ritorno con una nuova puntata delle "Cartoline dall'Emilia Romagna", l'appuntamento periodico con gli eventi ed i paesaggi emiliano-romagnoli realizzato dallo Staff di Turismo Emilia Romagna.

 Questa settimana, però, per vedere meglio la cartolina tocca mettersi a naso all'insù. Già, perché stavolta la strada ci porta sulla spiaggia di Cervia, poco lontano da Ravenna, dove dal 22 Aprile al 1 Maggio si tiene il "Festival Internazionale dell'Aquilone", uno dei raduni di aquilonisti più importanti al mondo.
L'idea originaria del Festival è venuta nel 1981 al pittore Claudio Cappelli, che cercava un modo poetico per celebrare il connubio tra aria e vento, e per veicolare i valori di tolleranza, pace e rispetto delle diversità. E nei trenta anni successivi la rassegna ha continuato a crescere nel rispetto dell'intuizione iniziale, alimentandosi dell'esperienza visionaria di migliaia di artisti di ogni provenienza ed inclinazione, ed attirando sulla spiaggia cervese decine di migliaia di amatori e appassionati.

E anche l'edizione 2011 non sta tradendo le aspettative. Come in un grande laboratorio en plein air, il Festival propone dimostrazioni di volo libero, installazioni eoliche, mostre e laboratori didattici per i più piccoli, oltre all'ormai tradizionale "Fiera del vento" in cui appassionati e curiosi scambiano fili tele e ogni sorta di altro strumento capace di volare.

Gli appuntamenti sono tanti, così tanti che non ci riesce elencarveli tutti. L'unica eccezione la facciamo per "La Notte dei Miracoli", la performance collettiva che si tiene sulla spiaggia di Pinarella Sabato 30. In questa occasione gli artisti ospiti della manifestazione levano tutti insieme i propri aquiloni verso il cielo in un gioco unico di luci e suoni, accompagnando il pubblico in un suggestivo atto di tributo al mare e alla natura. 
    Ma non finisce qui perché l'edizione di quest'anno riserva agli appassionati anche una nuova, straordinaria attrazione. Infatti in anteprima mondiale, e fresco di Guinness dei Primati, arriva nei cieli di Cervia Mega Ray, l'aquilone più grande del mondo. L'enorme volatile, commissionato dallo sceicco del Kuwait Abdulharam Al Farsi e disegnato dall'ingegnere neozelandese Peter Lynn, conta su una vela di ben 1250 metri quadrati, per 150 metri di lunghezza e 75 di larghezza. Vederlo mentre si libra sulla pineta di Cervia è veramente uno spettacolo.


Ma adesso allontaniamoci per un istante dalla spiaggia, e andiamo alla scoperta dell'abitato di Cervia. La cittadina, anticamente conosciuta con il nome di Ficocle, fu fondata probabilmente da un gruppo di coloni greci stabilitisi qui per sfruttare la coltivazione del sale, poi distrutta dall'esarca Teodoro nel 709 d.C. e infine fu ricostruita nella sua forma attuale da Papa Innocenzo XII nel 1697.
Secondo la leggenda, il nome della cittadina verrebbe da un fortuito incontro tra uomo e natura. Si racconta infatti che, quando il borgo era interamente circondato dai boschi e foreste, uno dei maggiori frequentatori di questi luoghi fosse il vescovo di Lodi. Un giorno, durante una passeggiata, quest'ultimo avrebbe incontrato all'ingresso della pineta un Cervo e l'animale, riconoscendo nel prelato un funzionario di Dio, gli si sarebbe inginocchiato dinanzi in segno di devozione. Il racconto si è tramandato nei secoli, e ha lasciato tracce così profonde che ancora oggi sullo stemma della città compare un cervo dorato inginocchiato su terreno verde.
Ma torniamo alla nostra visita. Cervia come oggi la conosciamo fu edificata fra il 1698 e il 1714 secondo la caratteristica struttura rettangolare, con due porte di accesso rivolte una verso nord e l’altra verso sud ed un fitto reticolo di abitazioni che fungevano da dimora per i lavoratori delle saline.

Perno della pianta quadrangolare della città è Piazza Garibaldi, su cui si affacciano la Chiesa Cattedrale, terminata nel 1702, e il Palazzo Comunale. Il Palazzo Comunale conserva, murata sul lato verso Piazza Pisacane, la Pietra delle Misure, un monolito seicentesco dove sono indicate tutte le misure a cui dovevano attenersi gli abitanti di Cervia nei loro commerci. 
In Piazza Pisacane, conosciuta anche come Piazza delle erbe troviamo anche l’Antica Pescheria risalente all'Ottocento, oggi sede di esposizioni temporanee. Di notevole importanza architettonica anche i magazzini del sale, costruiti nel 1691 sul bordo di quello che è oggi il Porto Canale. Si tratta di edifici in mattoni assai maestosi e funzionali, capaci di contenere fino a 13 mila tonnellate di sale e per questo vitali per la vita e l'economia della città lungo tutta la sua storia.

Già, il sale. In effetti la storia di Cervia è legata indissolubilmente alla produzione dell'oro bianco, da sempre fonte di sostentamento e progresso per le popolazioni locali. Avviata già durante l'età etrusca, la lavorazione del sale è proseguita intatta fino ad oggi, facendo del "Sale di Cervia" uno dei prodotti più noti e popolari del nostro paese.
Ed ancor oggi all'interno della Riserva Naturale Salina di Cervia troviamo sia lo stabilimento industriale di produzione del sale sia l'antica Salina Camillone, dove si seguita a raccogliere artigianalmente con il "metodo cervese".
Il sistema tradizionale di produzione artigianale a raccolta multipla, detto poi "cervese", si adattava infatti perfettamente alle condizioni climatiche dell'alto Adriatico, meno calde e più piovose di quelle del Mediterraneo meridionale, dove sono situati gran parte degli altri impianti saliferi e, non a caso, questo metodo si praticava solo a Cervia! La raccolta avveniva ogni giorno: ogni salinaio suddivideva il proprio bacino di raccolta, l'ultimo dopo diversi passaggi nelle vasche di evaporazione, in cinque piccoli settori. Ogni giorno raccoglieva il contenuto di un settore e, in cinque giorni, esauriva tutto il sale depositato. La settimana successiva ricominciava dalla raccolta del sale del primo settore che, nel frattempo, se non aveva piovuto, si era riformato e depositato.

Il risultato di tale processo è il famosissimo "sale dolce" di Cervia, così chiamato non perché abbia minore capacità salante, ma per via della più limitata presenza dei sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio, di potassio e il cloruro di magnesio. Praticamente tutte quelle sostanze che forniscono al sale quel retrogusto tendente all'amaro e meno gradito al palato.

Le tradizioni di Cervia sono tutte legate alle sue origini marinare e salinare e sono ancora tutte particolarmente sentite e vissute grazie alle numerose rievocazioni storiche che la città propone. Tra le feste più sentite non solo dai cervesi, ma anche dai numerosi turisti che annualmente visitano la città, troviamo lo Sposalizio del Mare e la Festa di San Lorenzo.

Giovanni - Staff TER

n.d.r. brano: Il cielo è sempre più blu (R. Gaetano)