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25.10.12


n.d.r: cartolina mandata in onda sabato 13.10.2012 


Un affettuoso buongiorno a tutti gli ascoltatori di Ora Italia!


E' appena arrivato l'autunno qui in Italia, il primo freddo inizia a farsi sentire e noi incominciamo a tirare fuori dall'armadio i vestiti più pesanti.  

E' stato un settembre intenso e caldo qui in Emilia Romagna: pieno di iniziative e di eventi di ogni tipo, dalla musica alla buona cucina italiana. Fortunatamente il bel tempo non è mancato e abbiamo potuto ancora godere di qualche bella giornata di mare in Rivera o di una passeggiata tra le colline e le valli del nostro Appennino.

Come saprete i mesi cha vanno dalla fine dell'Estate all'inizio dell'Autunno sono un po' particolari qui in Italia: è infatti il periodo in cui si svolgono la maggior parte delle sagre e feste di paese e le campagne sono impegnate nella millenaria pratica della vendemmia, nella preparazione di uno dei nostri prodotti più famosi e apprezzati al mondo, il vino. Sapete? C’è chi dice che la coltivazione della vite sia vecchia quanto l’uomo. Secondo alcuni infatti la pratica della vendemmia risalirebbe addirittura ai Sumeri della Mesopotamia del III millennio A.C. ed anche gli antichi Greci e i Romani la praticavano, accompagnandola spesso con feste in onore al dio Dioniso o Bacco. Forse è proprio seguendo questa lunga tradizione che il mese di settembre è un fiorire di feste e manifestazioni che celebrano la fine dell'estate e la raccolta dell'uva, l'ultima grande fatica prima dell'arrivo del buio e del freddo invernale. Abbiamo cosi visto susseguirsi eventi dedicati al vino, iniziative di degustazione dell'aceto balsamico e sagre gastronomiche con i prodotti di stagione: eventi e manifestazioni a cui ogni italiano partecipa sempre con molto piacere.
Le sagre paesane infatti, a differenza dei ristoranti veri e propri, sono un occasione per visitare bellissimi luoghi, per stare insieme ai propri amici senza preoccuparsi tanto della forma, e per assaggiare buonissime specialità che difficilmente si possono trovare nei negozi delle città. Cosi non è difficile trovare paesi interi, riuniti sotto qualche capannone, che festeggiano con balli, tavolate e qualche buon bicchiere di vino. Partecipare ad una sagra può essere un esperienza davvero appagante, ecco perché sono sempre piene di gente!!! ;-)
In più quest'anno, grazie al “Wineand Food Festival”, le iniziative gastronomiche sparse per la regione sono state riunite in un unico calendario che va da settembre a Natale. Mortadella, tortellini, funghi insieme, naturalmente al vino, sono stati già protagonisti di bellissime, e buonissime celebrazioni. Ma molte altre ne arriveranno tanto che si potrebbe dire che per ogni weekend c'è un appuntamento diverso!!!
Ma qui in Emilia durante questi mesi non si è solo mangiato e festeggiato.

Il 22 settembre infatti è stato il giorno di “Italia Loves Emilia”, il grande concerto organizzato dai big della musica italiana a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del maggio scorso. Circa 150.000 persone sono accorse a Campovolo, nelle vicinanze di Reggio Emilia, per vedere suonare dal vivo i loro cantanti preferiti. E' stato un concerto davvero impressionante che tutta l'Italia ha seguito ( erano circa 30 milioni gli ascoltatori radiofonici!!!). Sul palco si sono alternati artisti del calibro di Claudio Baglioni, Biagio Antonacci, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Renato Zero e Zucchero.

L'unico dispiacere è stato per LauraPausini che non ha potuto partecipare perché in maternità. La cantante però non ha fatto mancare il suo supporto al concerto e il pubblico emiliano le ha voluto comunque mandare i suoi auguri per il futuro bambino!! :)
                                     
E' stata una serata davvero indimenticabile, sia per la grande massa di persone che è accorsa, sia per la solidarietà che tutti hanno dimostrato, il concerto era sold out già un mese prima, sia per la quantità di fondi raccolti per le popolazioni colpite dal terremoto. Una serata in cui tutti si sono uniti al dolore causato da quel triste evento, portando la musica italiana, i grandi cantanti e tantissime persone vicine con l'animo e con il corpo ai luoghi del terremoto.


Per oggi, abbiamo finito lo spazio di questa cartolina.
Avremmo voluto raccontarvi di tutte le emozioni e i luoghi che abbiamo visto girando per la Regione in questo ultimo mese. Avremmo voluto raccontarvi di Wiki Loves Monuments, la grande iniziativa di concorso/censimento fotografico delle opere d’arte italiane organizzato in collaborazione con Wikimedia che ci ha impegnato nel fotografare, e molte volte scoprire per la prima volta, l’arte delle nostre città, rendendo questo grandissimo patrimonio una bene fruibile da tutto il mondo. Ma forse di questo e di molto altro vi parleremo e scriveremo durante la prossima Cartolina…

Per adesso un saluto e un abbraccio dall’Emilia Romagna, da Walter e da tutto lo staff di Turismo EmiliaRomagna.

Ciao!!

4.6.12

"C'è una crepa nel mio cuore, un pianeta con delusione [...] Svegliami quando le scosse si fermino", canta la band argentina Soda Stereo, mentre gli amici di Turismo Emilia Romagna ci raccontano di una Regione che soffre ma non molla.
Oggi, la Cartolina dall'Emilia Romagna lascia la sua solita struttura per dare spazio ad un racconto di ciò che in questi giorni accade nella bella e cara Regione italiana. 
 
"Hay una grieta en mi corazón, un planeta con desilución [...] Despiertame cuando pase el temblor", canta la banda argentina Soda Stereo, mientras los amigos de Turismo Emilia Romagna nos hablan de una región que sufre pero no se da por vencida.
Hoy, la Cartolina dall'Emilia Romagna deja su habitual estructura para dar lugar a un racconto de aquello que sucede por estos días en la bella y querida Región italiana.

Un Buongiorno a tutti gli amici ascoltatori di Ora Italia!
La cartolina che vi mandiamo questa settimana vi racconta degli ultimi fatti avvenuti nella nostra Regione. Come saprete infatti alcune città dell'Emilia Romagna sono state duramente colpite dall'ultimo terremoto. Sappiamo che state osservando con una certa preoccupazione le notizie che vi arrivano dall'Italia e così abbiamo deciso di darvi anche noi, nel nostro piccolo, qualche aggiornamento.
Lunedì 20 maggio 2012, alle ore 4.03 un terremoto di magnitudo 5.9 ha colpito l'Emilia Romagna in particolare le province di Modena, Ferrara e Bologna con un epicentro situato tra i comuni modenesi di San Felice sul Panaro e Finale Emilia. All'evento principale ha fatto poi seguito, alle ore 5.02 della stessa notte un'altra scossa di magnitudo 4.9. Come conseguenza del sisma si sono verificati alcuni crolli di edifici, capannoni industriali e luoghi di culto, soprattutto nelle province di Ferrara, Modena e Bologna.
Il giorno dopo il sisma, un evento inatteso che qui da noi ha pochissimi precedenti, erano 4.914 le persone ospitate in abitazioni preparate dai volontari. Il censimento dei danni da parte dell'Agenzia di Protezione Civile regionale ha presentato il terribile conto del terremoto del 20 maggio: sette vittime, quasi 5mila sfollati e di altri 47 feriti.
Una grave ferita subita dalla nostra Regione, ma come vi anticipavamo, già dal giorno dopo tutta la popolazione dell'Emilia Romagna, e dell'Italia, si è attivata per supportare con ogni mezzo necessario le persone in difficoltà. Se le istituzioni hanno fatto la loro parte controllando gli edifici e assistendo chi lo richiedeva, la popolazione e le associazioni hanno attivato, soprattutto tramite internet, una fortissima catena di solidarietà a supporto sia delle necessità dei concittadini, sia di molte aziende.
Vi basti sapere che alcune aziende produttrici di uno dei nostri formaggi più famosi, il Parmigiano Reggiano, sono riuscite a vendere quasi tutte le loro forme danneggiate tramite una forte e solidale campagna internet che aveva coinvolto tutta Italia.
Già due giorni dopo il sisma la città, di Ferrara, la più vicina, ha riaperto molti dei Musei e degli uffici. L'Emilia ha reagito ad un evento cosi inatteso con una forza e una voglia apprezzate da tutti.
Ad una settimana dall'evento potevamo dire con soddisfazione che quasi tutte le grandi città e i paesi, ad eccezione di quelli nelle vicinanze dell'epicentro, avevano riaperto le loro strutture ed avevano ricominciato la loro normale attività.
Quello che nessuno si aspettava era che la mattina del 29 maggio la terra avrebbe ripreso a tremare nuovamente.
Alle 09.00 del mattino infatti un'altra scossa molto forte colpiva i comuni di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola, San Felice Sul Panaro, San Possidonio e San Prospero, scossa avvertita in tutto il Nord Italia, fino alla Toscana e l’Umbria. Non c'è bisogno di vi dica la paura e lo spavento che circolava tra tutta la popolazione dell'Emilia, anche perché alla prima scossa delle 09.00 ne sono seguite altre tre, rispettivamente alle 10.00 e alle 13.00.
Fortunatamente le città di Modena, di Ferrara e di Bologna non hanno subito danni particolari, ma per precauzione tutte le scuole sono state evacuate.
Le notizie peggiori in quei momenti ci sono arrivate direttamente dai paesi della provincia nelle vicinanze dell'epicentro: 17 vittime, circa 350 feriti, 228 le scosse totali nella giornata e 13mila persone assistite dalla protezione civile.
Il nuovo terremoto aveva purtroppo insistito nelle stesse zone colpite in precedenza, provocando i crolli di edifici già danneggiati e nuove emergenze; il tutto in una ora del giorno in cui molti dei nostri concittadini erano a lavoro nelle aziende che, intanto, stavano cercando di riprendere con difficoltà la normale attività.
Anche questa volta, nonostante il nuovo evento drammatico, popolazione e istituzioni sono subito attivate per sostenere in ogni modo le operazioni di soccorso, facendo crescere, di ora in ora, le iniziative popolari di raccolta e distribuzione di generi di prima necessità. 
Le Istituzioni, tramite un accordo con gli albergatori, hanno cercato di trovare i posti letto per le persone rimaste senza casa, in un vortice organizzativo che ha tentato, per quanto possibile, di aiutare e sostenere tutti quanti ne avessero bisogno. Migliaia di camere d’albergo sulla Riviera sono state rese disponibili in tempi brevissimi, con una grande dimostrazione di solidarietà da parte anche degli operatori turistici.
E' risaputo che, di fronte alle difficoltà, ogni popolo è chiamato a dare il meglio di sè, e la nostra Regione non ha fatto eccezione; fin dalle prime ore sono state tantissime le offerte spontanee e gratuite di ingegneri, geometri, architetti, infermieri, medici e quanti altri avessero conoscenze utili ad aiutare i soccorsi. Una mobilitazione totale di istituzioni e popolazione che, anche in questo caso, ha tentato di aiutare in tutti i modi chi ha delle difficoltà. Una enorme organizzazione che già da ieri, mercoledì 30 maggio, ha permesso di eseguire controlli rapidi delle strutture danneggiate e di riaprire i maggiori Musei e uffici pubblici delle tre città più grandi.
Purtroppo però, se da una parte c’è chi sta già cercando di riprendere la normale attività, nei paesi più prossimi all'epicentro del sisma i danni a case e aziende sono stati più profondi, ed è per questo che la regione Emilia Romagna ha subito attivato una serie di iniziative per supportare la ricostruzione delle case colpite dal sisma.
Un numero di conto correntebancario internazionale è stato aperto per permettere a tutti di effettuare donazioni insieme ad un numero di telefono tramite cui poter donare fondi attraverso sms.
Al momento, nonostante la forte agitazione, siamo tutti impegnati nel tentare di ristabilire e riattivare al più presto la normalità della vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda i luoghi duramente colpiti dai crolli. La zona tra le province di Modena, Bologna e Ferrara infatti è una delle più belle e produttive del nostro paese, che conta aziende conosciute in tutto il mondo e di cui gli emiliano-romagnoli vanno particolarmente orgogliosi.
Nonostante lo shock e i propri simboli storici e artistici gravemente danneggiati, l'Emilia Romagna e la sua gente non si sono arrese e, anche se la terra continuerà ancora a tremare, siamo tutti determinati a fare tutto il necessario perché la nostra Regione torni a splendere.
Un grande saluto a tutti e a arrivederci alla prossima Cartolina dall’ Emilia-Romagna da Walter di Turismo Emilia Romagna per oggi è tutto!

n.d.r: il brano che abbiamo scelto per questa puntata è "Cuando pase el temblor" della band argentina Soda Stereo. 


2.5.12



Un buongiorno a tutti gli ascoltatori di Ora Italia. La Cartolina di oggi vi arriva direttamente dalla primavera emiliano romagnola, con i suoi profumi forti e i colori accesi della natura fiorita.

In questo periodo dell'anno qui in Regione è tutto un muoversi di iniziative: sagre di paese, feste, ricorrenze e anche se ultimamente il tempo non è stato buono, girando per le vie delle nostre città è facile incontrare gruppi di amici seduti al bar o studenti che riposano sotto i primi raggi di sole. A dire il vero questo è uno dei periodi dell'anno più belli in Italia e sono anche i mesi in cui il clima, né troppo caldo né troppo freddo, permette lunghe passeggiate in collina o splendide giornate sulle spiagge della Riviera.

Ma non ci distraiamo! ...

Come saprete anche quest'anno si sono appena concluse le celebrazioni per il 25 aprile, data in cui qui da noi si ricorda la fine della guerra e la liberazione delle città dalle forze di occupazione tedesche. La nostra Regione ha sempre ricordato in maniera particolare quel periodo storico perché all'epoca proprio in Emilia Romagna passava le maestosa e terrificante linea della difesa tedesca, detta "Linea Gotica", e molti dei combattimenti e delle tragedie si sono svolte proprio sulle nostre colline.

Tutte le città hanno quindi ricordato questa ricorrenza felice e triste al tempo stesso. Felice perché nell'aprile del 1945 l'Italia usciva finalmente da una lunga e feroce guerra, e triste in quanto quasi tutte le famiglie italiane hanno dovuto subire un qualche lutto durante quegli anni.  


Bologna, Modena Forlì ed alcune cittadine della Romagna hanno svolto delle celebrazioni particolari, in quanto teatro di forti e duri scontri e di altri avvenimenti importanti. Nonostante ciò, lo sapete, noi emiliano romagnoli, siamo un popolo allegro e gioviale, e non sono mancati quelli che hanno voluto abbinare al ricordo di qualche caro o di qualche fatto particolare, una buona giornata passeggiando tra le splendide colline dell'appennino. 


Mercoledì 25 poi molti giovani delle scuole regionali hanno avuto modo di parlare con quegli "anziani" che erano presenti al tempo, rinnovando, anche se per un solo giorno, quel legame tra generazioni e famiglie che è la più classica delle nostre abitudini. 
  Se chiedete in giro alle persone, molte vi diranno che la data del 25 aprile ha oramai perso molto del suo valore, ma non gli credete! Basta provare ad entrare in qualche bar il giorno della festa per trovarsi di fronte gruppi di persone intente a parlare di tempi passati e degli argomenti preferiti da noi italiani: il Calcio e la politica!
E siccome è tradizione dividersi, come nell'antica Firenze, tra guelfi e ghibellini, è facile vedere schierati gruppi di persone gli uni contro gli altri, gesticolare e urlare per poi prendere un caffè tutti insieme!
Eh... forse Shakespeare quando raccontava della Verona di "Giulietta e Romeo", dei Montecchi e dei Capuleti, aveva colto un aspetto primario del nostro carattere nazionale.

Noi di Turismo Emilia Romagna ci siamo limitati a girare per la nostra Regione, ascoltando chi aveva qualcosa da dire e da ricordare a tutti e dando una occhiata alle mille feste che ogni paese e città aveva organizzato. 

Quello che vi riportiamo è una Regione che tra dibattiti e discussioni è ancora oggi viva e frizzante, solare e piena di comicità... triste e felice al tempo stesso.
Come avrete potuto capire, con la cartolina di oggi non vi volevamo raccontare una festa o una città in particolare, ma abbiamo cercato di riportarvi all'aria delle case, delle vie e delle piazze cosi come le abbiamo viste e vissute.
Speriamo vi sia piaciuto il nostro piccolo giro nell'Emilia-Romagna del 25 aprile e, naturalmente, non vediamo l'ora di poter portare anche voi in giro per la nostra bellissima regione, magari, perché no, proprio per il 25 aprile del 2013...
Un saluto da Walter e da tutto lo staff di Turismo Emilia Romagna... e a presto con una nuova cartolina!

Walter, Staff TER
www.travelemiliaromagna.it

n.d.r: brano musicale: "L'anno che verrà", Lucio Dalla. 

20.12.11


Un caro saluto a tutti gli ascoltatori di Ora Italia!  
Le feste stanno per arrivare e oggi vogliamo portarvi alla scoperta della tradizione natalizia sulle tavole dell'Emilia Romagna, con qualche leggenda simpatica sull'origine dei piatti! Sarà difficile farvi arrivare via radio gli odori e i sapori dei piatti, ma siamo sicuri che con la mente potrete fare un viaggio goloso tra queste delizie!

Il piatto forte del giorno di Natale nella tradizione emiliano romagnola sono senza dubbio i tortellini o cappelletti in brodo. Quelli più famosi al mondo seguono la ricetta dei tortellini alla bolognese . Sull'origine di questo piatto esistono diverse leggende…
Una tra queste fa nascere questo piatto a Castelfranco Emilia ad opera del proprietario della locanda Corona, il quale, sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite e rimasto tanto colpito dalla bellezza del suo ombelico, volle riprodurlo in una preparazione culinaria.
Un'altra variante della storia trae spunto dalla "Secchia rapita" del Tassoni e racconta di come ai quei tempi, una sera dopo una giornata di battaglia tra bolognesi e modenesi, Venere, Bacco e Marte trovarono ristoro presso la locanda Corona. La mattina seguente Marte e Bacco si allontanarono dalla locanda lasciando Venere dormiente; questa, al risveglio, chiamò qualcuno e il locandiere che accorse la sorprese discinta e rimase tanto impressionato dalle sue splendide forme che tornato in cucina con ancora in testa ciò che aveva visto, strappò un pezzo di sfoglia, lo riempì e ripiegò dandogli la forma dell'ombelico della dea.
Non solo tortellini, come detto, vi sono anche altre versioni di certo non meno appetitose, come quella dei cappelletti alla reggiana oppure quella dei cappelletti alla romagnola.
Essendo una ricetta molto diffusa al giorno d'oggi su ampia base territoriale, molte tradizioni locali reclamano la primogenitura di questo piatto; sicuramente l'area di origine, comunque, è l'Italia centro settentrionale. Risulta perciò arduo tracciare una linea genealogica chiara. La prima traccia scritta certa è quella della ricetta reggiana che risale attorno al 1200, in uso, forse, anche presso i lombardi Gonzaga, nella quale si prevedeva l'uso della carne di manzo o vitello (e non di maiale come oggigiorno), trito di rosmarino e aglio, burro, cipolla, l'equivalente dell'epoca del Parmigiano-Reggiano, farina e uova.
In dialetto romagnolo i cappelletti sono detti caplèt. I cappelletti sono un piatto natalizio d'obbligo in tutta la Romagna. Pellegrino Artusi, nel suo "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", descrive la ricetta dei "cappelletti all’uso di romagna con carne di maiale" (ricetta n. 7), con ripieno a base di ricotta (o ricotta e raviggiolo), petto di cappone o lombata di maiale, da cuocere nel brodo di cappone.

Come secondo piatto di portata è servito il bollito accompagnato da salsine a piacimento, come la salsa verde della bassa reggiana  o la salsa verde di melanzane, secondo una ricetta tipica dell’entroterra ravennate, oppure la sfiziosa salsa antica della tradizione contadina modenese, o la salsina per il lesso della nonna, ricetta originaria di Parma, mentre i più golosi possono sempre optare per la mostarda dolce.
Sulle tavole modenesi a Natale si gusta anche lo zampone. Secondo la tradizione lo zampone fu creato agli inizi del Cinquecento dai cittadini della corte dei Pico di Mirandola per meglio conservare la carne dei maiali, durante il lungo assedio alla città da parte delle truppe di Papa Giulio II della Rovere. Secondo la leggenda tutti i maiali furono macellati per evitare che cadessero nelle mani degli invasori e le loro carni, macinate e insaccate nelle zampe dei suini, diedero vita ad un originalissimo prodotto tipico che ebbe grande successo nei secoli a venire. Nelle zone limitrofe infatti il prodotto iniziò a diffondersi verso la fine del '700, di pari passo con lo sviluppo dell'allevamento suino e dell'industria salumiera.

Il dolce classico su tutte le tavole d'Italia è di sicuro il panettone! Ma anche in Emilia Romagna si gustano diversi dolci tipici, come la versione modenese del Pane di Natale, che si presenta come un bellissimo pane color moro lucido che va servito tagliato a rettangoli di misura poco più grande di un biscotto. Si gusta da solo o, meglio, accompagnato dai tipici amaretti e da rettangolini di spongata spolverizzata con zucchero vanigliato.


Ma i dolci natalizi non finiscono qui. Fra le ricette della tradizione che abbiamo selezionato sul sito www.emiliaromagnaturismo.it c'è anche la Tortadi Natale della nonna Albertina, dolce bolognese delle feste natalizie, o i Tortelli di Natale  in versione al forno o fritti, dolci originari della zona di Modena e Reggio Emilia con ripieno di crema pasticcera o marmellata o pesto natalizio.

E per concludere in allegria il pranzo di Natale, un sorso di Vov secondo la ricetta ravennate per le grandi occasioni, come Natale e Capodanno, servito in piccoli bicchierini.

Speriamo di avervi fatto cosa gradita, e soprattutto di avervi fatto venire appetito, presentandovi quello che tra pochi giorni si gusterà sulle tavole emiliano romagnole… E se vi abbiamo fatto venire in mente dei bei ricordi legati ad alcuni di questi piatti potete condividerli con noi su www.chefditer.it, dove potete trovare una raccolta di ricette e di racconti legati al cibo in Emilia Romagna!

Noi tutti dello staff di TER auguriamo a voi ascoltatori di Ora Italia e alla conduttrice Magalì Pizarro di trascorrere un buon Natale e gli auguri per un felice e sereno anno nuovo!

Ci vediamo, o meglio, sentiamo, il prossimo anno!


Nicholas - Staff TER 

nd.r: Brano musicale "Massena Christmas Party" - Mario Biondi, Laura Pausini, Tiziano Ferro e Giorgia. 



6.12.11


La cartolina di oggi è un po' particolare. Solitamente, noi di Turismo Emilia Romagna vi conduciamo alla scoperta di un luogo fisico della nostra bella Regione, a passeggio per vie e piazze, in visita a chiese, palazzi e monumenti a gustare sapori e piatti della tradizione.


Oggi, invece, vi portiamo in visita in un luogo virtuale, una sorta di ufficio pubblico immaginario da cui possiamo intraprendere un viaggio attraverso il meglio della Regione, un viaggio fatto di parole e immagini e immagini create dalle parole… ma non vi teniamo sulle spine oltre e apriamo le porte dell'anagrafe di Adotta una Parola per accogliervi.


Adotta una Parola è un progetto nato circa un anno fa all'interno del nostro lavoro a Turismo Emilia Romagna. L'idea da cui siamo partiti è una constatazione molto semplice: quando si cercano informazioni su internet una delle prime fonti segnalate è sempre Wikipedia, la popolare Enciclopedia aperta e partecipativa online.
Chi, per esempio, cerca informazioni su Bologna, sulla Basilica di San Luca o sulla mortadella è in Wikipedia che si imbatte ed è su Wikipedia che riceve le prime informazioni, che magari andrà poi ad approfondire altrove.
Curare la presenza delle eccellenze dell'Emilia Romagna su Wikipedia si è rivelata quindi essere parte integrante del nostro lavoro. E così abbiamo iniziato a censire le parole più importanti, quelle immancabili e per farlo abbiamo chiesto aiuto alla nostra community, a tutti gli amici che quotidianamente ci seguono nei diversi social network su cui siamo presenti, accogliendo i loro suggerimenti.


E' così che è nata l'anagrafe di Adotta una Parola, una vera e propria miniera costituita da tutto l'oro che brilla in Emilia Romagna: città, monumenti, luoghi, personaggi, avvenimenti, prodotti tipici…
A questo punto abbiamo deciso di non fermarci e di chiedere aiuto alla community per controllare che ognuna delle parole elencate nell'anagrafe fosse presente su Wikipedia e che lo fosse con una voce di qualità: completa, corretta e ben scritta. Là dove una delle parole mancasse, mancassero informazioni o fossero necessarie correzioni e modifiche ogni partecipante si è fatto carico del lavoro necessario al miglioramento della parola prescelta.


Le nostre amiche e i nostri amici sono diventati "mamme" e "papà" adottivi delle parole e, con il loro lavoro, hanno contribuito a farle diventare grandi e pronte per ripartire nel mondo di Wikipedia e della Rete.


Dopo un anno il progetto è cresciuto ed è così che da qualche giorno "è andato a scuola". Cosa significa? Che grazie alla collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale e con l'associazione Wikimedia Italia, preziosa alleata del progetto fin dall'inizio, alcune scuole della Regione inizieranno a prendersi cura di parole che raccontano l'Emilia Romagna su Wikipedia.


I ragazzi impareranno così a fare ricerca su un argomento, a organizzare i contenuti e a scrivere una voce di enciclopedia e si confronteranno con strumenti informatici, imparando un linguaggio nuovo e apprezzando il valore della condivisione della conoscenza acquisita. Dovendo studiare un pezzetto di Regione impareranno ad apprezzarlo e rispettarlo, prendersene cura esattamente come hanno fatto studiando e scrivendo per Wikipedia. E Wikipedia guadagna in qualità del suo contenuto e nel farsi conoscere dalle nuove generazioni.


Ora che siamo qui dentro all'anagrafe guardatevi pure in giro: chissà che tra gli scaffali di www.adottaunaparola.it non troviate una parola di cui avete voglia di prendervi cura!


Claudia - Staff TER 


n.d.r. Brano musicale: Parole parole - Mina e Alberto Lupo. 

25.10.11


Salve a tutti gli ascoltatori di Ora Italia! Oggi la cartolina è molto, molto speciale, perchè ve la raccontiamo insieme alla conduttrice di Ora Italia, Magalì Pizarro, che qualche settimana fa è stata insieme a noi alla scoperta della Romagna profonda e delle sue tradizioni.


E’ pèn de mi paèis
Te mi paèis i fa ancòura un pèn
stil cumè un òs-cia
ch’l’è pu e’ pèn ch’u s magnévva Crést.
Il cus s’un piat tònd
ad tèra còta
culòur de madòun un po’ sbiavéid
ch’e’ sòuna te tuchèl.
L’è un pèn fat sa pòchi ròbi:
acqua, faréina e sèl.
Quand ch’l’è còt e’ sfòia un bisinìn
un bisinìn u s bréusa
cumè la faza dla léuna
quand la à la luce ad travérs.
A panséi bén
l’è un pèn ch’u n sa ‘d gnént
s’u n fòss che l’à e’ gòst
di mi dis an.


Il pane del mio paese
Nel mio paese fanno ancora il pane
sottile come l’ostia
che poi è il pane che mangiava Cristo.
Lo cuociono su di un piatto tondo
di terracotta- colore del mattone un po’ scolorito
che suona nel toccarlo.
E’ un pane fatto con poche cose:
acqua, farina e sale.
Quando è cotto si sfoglia un pochino
un poco si brucia
come la faccia della luna
quando ha la luce di sbieco.
A pensarci bene
è un pane che non sa di niente
se non fosse che ha il gusto
dei miei dieci anni.
[Nino Pedretti, Al Vòusi Einaudi 2007]
Oggi vi portiamo a Montetiffi alla scoperta delle rinomate "Teglie di Montetiffi" e andiamo a conoscere i coniugi Camilletti-Reali che ci presentano i segreti della creazione di una teglia, per secoli gelosamente tramandati di padre in figlio.
In passato, famiglie intere hanno trovato sostentamento da questa attività, la produzione delle teglie, che ha avuto come centro il borgo in pietra di Montetiffi. 

Così si è andati avanti fino agli inizi degli anni novanta, quando gli ultimi due tegliai della Valle dell’Uso hanno chiuso bottega. Un mestiere che era un'arte, che aveva il profumo della terra e la tenerezza di un quadretto di piada, sembrava definitivamente perduto, lasciato tra le pieghe del tempo. Poi è arrivato il caso, forse il destino. I coniugi Camilletti-Reali hanno deciso di ricominciare a realizzare teglie. Oggi il loro laboratorio è aperto a tutti, e noi di TER siamo risaliti insieme a Magalì lungo la Valle dell'Uso e siamo andati a vedere da vicino le fasi di realizzazione di una teglia.


Le teglie vengono create in diversi formati: più grandi per il camino o la stufa, più piccole per i fornelli a gas. Si tratta di uno dei prodotti più autentici dell'artigianato di Romagna, che può fungere anche da oggetto ornamentale.

Come nasce una teglia? I termini "testo" o "tegghia" erano usati un tempo per indicare la teglia in argilla. La voce "testo" deriva dal latino "testum" che significa "coccio di terracotta".
"L'argilla viene ancora raccolta a mano, nelle vene del territorio di Montetiffi, così come il minerale di calcite ("merum" in dialetto)" ci spiega Rosella Reali, "e l'acqua è rigorosamente di sorgente." Una volta raccolta, l'argilla viene messa ad asciugare, setacciata e selezionata manualmente. Quando il prodotto è secco viene frantumato in polvere grossolana e messo in ammollo in mastelli. L'impasto così ottenuto viene tirato su piani di marmo.


Con torni a pedale si sovrappone una tavola con una spolverata di cenere, e con una manciata di impasto si inizia a plasmare il prodotto, ottenendo così la base ("e fundel"). Facendo girare il tornio, col movimento delle mani si crea l'orlo ("l'urel"), dopodichè si raffina la teglia levigandola. Lo stampo è pronto e viene poi lasciato per un'oretta al sole, poi posto nell'essicatoio per circa due mesi e ogni giorno le teglie vengono rivoltate!

Una volta essicate, le teglie vengono fatte cuocere in uno speciale forno a legna alla temperatura di 700/800 gradi per 8/9 ore. Infine, vengono lasciate riposare un paio di giorni, durante i quali si verifica se vi sono crepe o fratture. Il prodotto così ottenuto è un piccolo capolavoro e su di esse viene posto un timbro che ne certifica la provenienza: "Teglie di Montetiffi".
Le teglie tornano a vivere e a testimoniare un mestiere che raccoglie l'energia creativa che nasce dalla terra. Uguale nel tempo la magia, uguale nei secoli la poesia:  "Fosse pur là dove è maestra gente in far teglie sotto cui bel bello scoppietti il pungitopo e la ginestra, a Montetiffi?"
Così Giovanni Pascoli cantava il paese dei tegliai. Sì Giovanni Pascoli, anche lui siamo andati a trovare nel suo paese natale, a San Mauro Pascoli, ma questa, è tutta un'altra storia, che racconteremo un'altra volta.

Nicholas – Staff TurismoEmiliaRomagna

n.d.r. Brano: 'Romagna e Sangiovese', Raoul Casadei.                       
n.d.r. 2. Ora Italia ringrazia di cuore lo Staff di TER, in particolare Nicholas,  per la pazienza e disponibilità nell'accompagnarci a scoprire l'arte delle teglie. E infine a Rosella e Maurizio per il ricevimento nel loro laboratorio ed il tempo dedicato. Gracias!  

26.6.11

 Salve a tutti gli ascoltatori di Ora Italia! Oggi la cartolina arriva da un luogo “simbolo” dell’Emilia Romagna, in Italia e nel Mondo: stiamo parlando della Riviera Adriatica dell’Emilia Romagna, che anche quest’anno nel weekend che va dal 1° al 3 luglio si tingerà di Rosa lungo tutti i suoi 110 Km di costa, da Comacchio a Cattolica.

È il sogno il tema della sesta edizione del “Capodanno dell’estate italiana”! Tra i protagonisti:  Ricky Martin, tra i massimi esponenti del pop latino, Francesco de Gregori, Noemi, Joan as a Police Woman, i Transglobal Underground, Enrico Ruggeri, Paolo Belli, Alessandra Amoroso, i Pooh, Marco Carta e ancora tanti altri nomi importanti della musica italiana e mondiale. Stabilimenti balneari, ristoranti, musei e parchi divertimento aperti all night long e, a mezzanotte, l’immancabile appuntamento con il “concerto” di fuochi d’artificio sulle spiagge.


Spiaggia 'in rosa'.
Dal tardo pomeriggio del 1° luglio il sogno invaderà con la sua magia i luoghi più belli e suggestivi della riviera, da Comacchio a Cattolica, passando per le spiagge di Ravenna, Cervia-Milano Marittima, Cesenatico, Gatteo Mare, Savignano Mare, San Mauro Mare, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, e Misano Adriatico. Piazze e viali, lungomari, spiagge, arene, chiese,  centri storici, parchi divertimento, monumenti diverranno palcoscenico di oltre 300 eventi, tutti accomunati dal tema onirico e dal suo illimitato repertorio.
Domenica 3 luglio, a Cattolica, grande attesa per il re del pop latino, Ricky Martin, con la seconda tappa italiana del suo tour.

Ma il “sogno” è anche danza, magia, letteratura, arte, pittura.  
Manifesto 2011.
A partire dal manifesto della Notte Rosa 2011, realizzato da Bertrand Sallè, giovane artista e illustratore parigino, che ha immaginato una splendida notte blu come quinta teatrale all’incontro tra un uomo e una donna dalle fattezze di luna, fermando l’attimo di un dono tra i due, un cuore, simbolo del divertimento genuino, dell’amicizia, del sentimento vero e della convivialità. Elementi che la Notte Rosa e la gente della riviera romagnola ben incarnano. O anche il sogno felliniano del passaggio del Rex, che prenderà corpo alla Notte Rosa con il viaggio inaugurale di “Costa Favolosa”, ultima nata della flotta di navi di Costa Crociere, il più grande gruppo turistico italiano e la compagnia di crociere n.1 in Europa. Venerdì sera, tutta illuminata a festa, “Costa Favolosa” comparirà davanti alla riviera romagnola in tutta la sua maestosità, creando un’atmosfera da favola felliniana, per poi fare tappa a Cattolica, dove a mezzanotte Costa Crociere offrirà un eccezionale spettacolo pirotecnico che nascerà dal mare.

Riccione. 
E quest’anno la Notte Rosa si può seguire in diretta da tutto il mondo! Noi di TER prenderemo parte al Capodanno dell’Estate con una serie di iniziative nostre online. In particolare, una caccia al tesoro mobile con Foursquare, dedicata a tutti quelli che vogliono vivere in modo interattivo la loro Notte Rosa con i loro iPhone. Con un mucchio di premi in palio per coloro che vorranno condividere la loro partecipazione ad un evento durante tutto l’arco della nottata del 1 luglio nelle località balneari della Riviera. Inoltre, una copertura capillare dei 110 km di festa attraverso Twitter, YouTube e Facebook! Da non perdere la possibilità di seguire i principali eventi in programma grazie alla copertura offerta dalla webtv [www.turismoemiliaromagna.tv], alle dirette audio-video predisposte dal social media team di APT, che racconteranno volti emozioni e storie del Capodanno dell’Estate riprendendo e commentando i messaggi multimediali lanciati dal pubblico. Un real-time per vivere anche nel web tutti i grandi eventi, dallo sbarco del Transatlantico Rex a Cattolica ai concerti all’alba di Cesenatico. 
Fontana dei 4 Cavalli. Rimini. 
Da ultimo se volete conoscere giorno dopo giorno tutte le sorprese e le iniziative che andranno in scena nel primo weekend di luglio, vi suggeriamo l’iscrizione al canale Twitter [www.twitter.com/notte_rosa] e seguire gli aggiornamenti della Pagina Ufficiale Facebook [www.facebook.com/LaNotteRosa] della Provincia di Rimini. Questi canali, aggiornati con cadenza quotidiana, ci accompagneranno passo passo fino alla “Notte della Dolce Vita” in Riviera. 
Da parte nostra invitiamo tutti voi, amici di Ora Italia, a seguirci in diretta,  come farà Magalì con la comunità degli emiliano romagnoli dalla Patagonia, in modo da poter festeggiare insieme nonostante il diverso fuso orario. 
Inoltre, se volete, potete mandarci le vostre foto dei festeggiamenti via twitter @notte_rosa (con hashtag #cronacarosa), o alla nostra mail notterosa2011@gmail.com
Noi abbiamo lo spumante già in fresco per il brindisi! ¡Viva la Noche Rosa! =)

Nicholas - Staff TER 

n.d.r. Brano; "Maria" - Ricky Martin.