Visualizzazione post con etichetta 150º. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 150º. Mostra tutti i post

11.3.12

11 marzo 2012 - 01.09h  


ROMA \aise\ - Il 17 marzo diventa la "Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia", lo ha deciso oggi il Consiglio dei Ministri con un provvedimento ad hoc.
 Il 17 marzo è una data dal forte valore simbolico per l’Italia. È in questa data che centocinquanta anni fa, nel 1861, è stato proclamato il Regno d’Italia. Il 17 marzo rappresenta quindi il punto di arrivo nel percorso dell’unificazione nazionale e, al tempo stesso, il punto di partenza del cammino verso il completamento dell’unificazione del Paese.
Per queste ragioni il Consiglio dei Ministri ha istituito, su proposta del Sottosegretario alla comunicazione e all’editoria, Paolo Peluffo,  la “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia”, da celebrare il 17 marzo di ogni anno. La nuova solennità civile, che quindi non comporta riduzioni degli orari negli uffici e nelle scuole, rappresenta la sintesi di un anno intenso di celebrazioni ed eventi - quello appena trascorso- durante il quale si è celebrato il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, con una vasta partecipazione della società civile e delle Istituzioni. Crea inoltre un’occasione nuova per tenere viva nella società civile e nelle istituzioni la memoria dell’anniversario.
Durante la “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia” è prevista l’organizzazione di iniziative, su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle città e nei luoghi di preminente rilievo per il processo di unificazione e di costituzione dello Stato italiano. Le iniziative comprendono giornate di studio, dibattiti e convegni scientifici, ma anche occasioni ricreative finalizzate a coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini.
Dall’iniziativa non deriveranno nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.(aise)





1.6.11

"Ho sempre pensato che nella storia d’Italia e nella storiografia soprattutto ci fosse una grande parentesi che è la storia dell’emigrazione italiana: ecco perché abbiamo colto l’occasione del 2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per lasciare un segno, legandolo al museo dell’emigrazione. Da qui è nata l’idea di un francobollo"
 
Così il sottosegretario agli Affari Esteri, Alfredo Mantica, nel presentare oggi alla Farnesina il francobollo celebrativo del Museo Nazionale dell’emigrazione italiana (MEI). Con lui il Presidente della Commissione Filatelica Di Stasi, intervenuto al posto del Ministro dello Sviluppo Economico Romani, e Marisa Giannini, Responsabile filatelia poste italiane, ai quali è andato il sentito ringraziamento del sottosegretario.
"Devo ringraziare Di Stasi e tutti i suoi collaboratori – ha detto Mantica – perché noi abbiamo avuto l’idea, ma il plauso alla qualità del francobollo non dovete farlo al Ministero Affari Esteri, dovete farlo alle Poste Italiane, che sono state bravissime e hanno fatto un lavoro splendido".
La realizzazione di questo piccolo simbolo, è stato sottolineato questa mattina, corona il lavoro del Ministero degli Esteri iniziato con l’istituzione e l’inaugurazione del primo Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana il 23 ottobre 2009, al Vittoriano.
L’emissione filatelica, oggi 1 giugno, si riempie di ulteriore significato rientrando nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. "L’emigrazione è anche successo", ha affermato Mantica. "Oggi, dopo 150 anni dall’unità d’Italia, abbiamo molte persone di origine italiana che hanno avuto un grande successo, ci sono grandi imprenditori che hanno oramai un grande ruolo nelle società in cui vivono, l’ultima di questi giorni è l’aver appreso che la ricostruzione di "Ground Zero" a New York avviene attraverso un’impresa canadese con un nome tipicamente italiano, perché è di origine italiana il costruttore.  È una piccola soddisfazione, ma fa parte anche questa della storia".
Eppure la vignetta del francobollo rappresenta persone comuni di fine ‘800, in attesa, al porto di Livorno, di una nave che li porterà lontani dall’Italia in cerca di fortuna: un donna che allatta un bambino, chi riposa accovacciato sul proprio fagotto riempito dei pochi averi, gli uomini, tutti col capo coperto, che chiacchierano, le navi sullo sfondo. L’immagine stampata è una riproduzione del dipinto di Angiolo Tommasi realizzato nel 1896 dal titolo "Gli emigranti" e custodito nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
Lo stesso sottosegretario ha sottolineato che l’emigrazione italiana è stata un processo di lacerante dolore che non può e non deve essere dimenticata, soprattutto in un anno, come il 2011, di grandi celebrazioni, nelle quali rientra a pieno titolo anche la pagina dell’emigrazione.
Quest’ultima, ha aggiunto il sottosegretario, è mutata nel tempo: è drasticamente diminuita sotto il profilo numerico ed è cambiata radicalmente nelle caratteristiche intrinseche, ma continua in un contesto di globalizzazione. La riflessione che oggi fa Mantica è che nel nuovo millennio siamo diventati tutti cittadini del mondo e l’Italia è diventata a sua volta da decenni terra di immigrazione. Il francobollo è quindi dedicato e rappresenta un ringraziamento ai connazionali italiani emigrati tanto tempo fa, a chi oggi si trova all’estero, ma anche ai milioni di immigrati in Italia ai quali è stata dedicata anche una sezione del MEI.
Il francobollo dal valore di 0,60 euro (acquistabile al costo di 15 euro), ha una tiratura di due milioni e mezzo di esemplari: "cerchiamo di diffonderlo presso e attraverso consolati e ambasciate italiani – ha auspicato Mantica - segno per loro e mi auguro anche un segno nella memoria del Ministero Affari Esteri e nella storia della filatelia italiana. Speriamo che si sappia il più possibile che esiste questo francobollo. Poi – ha aggiunto - lo invieremo a tutti i parlamentari di Camera e Senato".
Un modo, quest’ultimo, per richiamare ulteriore attenzione verso la commemorazione dell’emigrazione italiana e verso il Mei che ieri, ha ricordato Mantica, è stato visitato anche dal Primo Ministro australiano.
Concludendo, Mantica ha voluto accennare anche all’importanza che il francobollo avrà per i collezionisti, tra i quali ha annoverato con simpatia il collega Giovanardi.
Nel suo intervento, Di Stasi ha ricordato i numeri di quello che dal 1861 fu un vero e proprio esodo di italiani all’estero, più di 24 milioni di partenze. La Responsabile Filatelia di Poste Italiane, Giannini, ha invece sottolineato come la stessa corrispondenza, e quindi le poste, sia stata fondamentale nel tempo per mantenere i contatti e i legami con gli italiani oltreoceano. Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, Giampiero Massolo, anch’egli presente oggi, vede invece nella realizzazione del francobollo un segno dell’impegno che assume tre sfumature: di cuore, per la sensibilità di ricordare pagine dolorose ma fondamentali del nostro passato, l’impegno degli stessi italiani all’estero, veicolo eccezionale di promozione del nostro paese, e un impegno anche pratico-logistico per aver ideato e concretamente realizzato l’iniziativa.
Il francobollo può essere acquistato presso gli uffici postali e gli sportelli filatelici del territorio nazionale, gli "Spazio Filatelia" di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste e Torino e sul sito internet www.poste.it.  
(chiara padellaro\aise.it)

30.5.11


Castello Estense, di Mario Rebeschini
La cartolina dell’Emilia-Romagna questa settimana arriva da un tempo lontano, da un tempo di dame e cavalieri. Per la precisione arriva dal 1259 quando, per festeggiare Azzo VII, marchese estense, si corre il primo Palio della città di FerraraSi tratta, in realtà, del primo Palio della Storia, essendo quello di Ferrara il Palio più antico del mondo.
A differenza di molti Palii guerrieri, quello di Ferrara si caratterizza, inoltre, per il tipo di corsa, che è una corsa di festa. E infatti i Palii si svolgevano anche per sottolineare avvenimenti felici (come nascite, matrimoni e visite di personaggi importanti).
Dopo vent’anni dal primo Palio, nel 1279, questa usanza popolare viene istituzionalizzata dal Comune, e viene disposto dagli statuti che il Palio si corra due volte l’anno: il 23 aprile in onore di San Giorgio patrono di Ferrara, ed il 15 agosto in onore della Vergine Assunta.
Con la devoluzione dello Stato Estense alla Santa Sede, avvenuta nel 1598, le feste continuano, ma vengono più che altro legate al carnevale: le Corse vere e proprie si fanno sempre meno frequenti, mentre prevalgono balli e maschere. Nella prima metà dell’Ottocento torna testimonianza di qualche sporadica corsa di cavalli, ma è solo negli anni ’30 del Novecento che l’usanza estense viene riporta in vita, e poi definitivamente ripristinata nel 1967.
Oggi le Corse si tengono nel mese di maggio in onore di San Giorgio, ma la data vuole ricordare la celebre edizione del 1471 corsa in onore di Borso d’Este, diventato Duca di Ferrara. Ed infatti i costumi e gli usi del Palio attuale sono riconducibili alla seconda metà del Quattrocento.
Forse non tutti sanno che il nome Palio deriva dal premio attribuito al vincitore della corsa, un palio appunto, ovvero un pezzo di stoffa che veniva benedetto.
Oggi i Palii sono i quattro tramandati dalla tradizione: verde per la corsa delle putte, rosso per la corsa dei putti, bianco per la corsa delle asine ed infine giallo per la corsa dei cavalli. I Palii sono contesi da otto Contrade: i quattro rioni con territorio entro le mura [San Benedetto, Santa Maria in Vado, San Paolo e Santo Spirito] più i quattro borghi [San Giacomo, San Giorgio, San Giovanni e San Luca].



I festeggiamenti in occasione del Palio durano quasi un mese: sono iniziati Venerdì 6 Maggio con la Benedizione dei Palii nella Cattedrale della città.
Si sono svolti inoltre, come da tradizione, le gare di sbandieratori e di musici, che si sono contesi i titoli delle varie specialità, e sono differenziati in base all’esperienza degli atleti tra “Giochi Giovanili delle Bandiere” e “Antichi Giochi delle Bandiere Estensi”.  Lo scorso fine settimana si è svolto inoltre uno degli eventi più scenografici, l’Iscrizione delle Contrade alle Corse al Palio, un corteo notturno che percorre Corso Ercole I d’Este e arriva al Castello Estense.
Palazzo Diamanti ,
di Massimo Baraldi.
L’evento culminante sarà tuttavia il pomeriggio di domenica 29 maggio, quando, in Piazza Ariostea, si svolgeranno le quattro Corse al Palio vere e proprie.
Immaginiamo allora di percorrere i luoghi del Palio, tra Dame e Cavalieri, Sbandieratori e Musici, Danzatrici, Giullari e Mangiafuoco, assaporando l’atmosfera medievale e rinascimentale della città, che il Palio fa rivivere nella sua pienezza. 
La Cattedrale di San Giorgio Martire, Duomo di Ferrara, è stata costruita nel XII secolo in stile romanico e la sua facciata è ricca di logge, statue e bassorilievi; sorge al centro della città, di fronte al Palazzo Comunale e di fianco a Piazza Trento Trieste, anticamente conosciuta come Piazza delle Erbe.
Non lontano troviamo il Castello Estense, commissionato nel Trecento da Niccolò II d'Este all’architetto Bartolino da Novara; fu costruito intorno alla precedente torre di avvistamento chiamata Torre dei Leoni. Il Castello aveva inizialmente una funzione di controllo politico e di difesa militare, e successivamente di residenza signorile. Recentemente restaurato, è ora sede di mostre ed esposizioni. 
Dal Castello parte Corso Ercole I d'Este, via storica di Ferrara e una fra le più importanti della città; è considerata da molti una delle strade più belle d’Europa, per via del suo intatto sapore medievale, ed è in effetti la via europea più lunga senza negozi. Questo lungo viale, chiamato in passato Viale degli Angeli, è stato edificato grazie al Quattrocentesco progetto dell'Addizione Erculea, voluto dal duca di Ferrara Ercole I d'Este  e commissionato all’architetto ferrarese Biagio Rossetti; tale opera urbanistica ha voluto collegare la parte sud del centro storico, dove si trova il Castello Estense, con la parte nord delle mura fino alla Porta degli Angeli. All'incrocio con una via trasversale che collega Porta Po e Porta a Mare va a formare il "Quadrivio degli Angeli" formato dal Palazzo dei Diamanti, così denominato per via delle mura esterne costituite da blocchi di pietra a forma di punte di diamante, Palazzo Prosperi-Sacrati, in tipico stile rinascimentale ferrarese ma con un portale monumentale in stile veneziano, e Palazzo Turchi di Bagno.
Girando a destra su Corso Porta Mare arriviamo così in Piazza Ariostea, che prende il nome dalla statua del poeta Ludovico Ariosto posta al suo centro;  questa piazza-parco ha forma rettangolare con un anello centrale ribassato, dove appunto si svolgono le corse del Palio. Ormai è tutto pronto per l’ultima giornata, la più importante, del Palio: non resta che sedersi e attendere che le corse abbiano inizio!
Ciao a tutti da Elisa di TurismoEmiliaRomagna e a presto con un’altra Cartolina dall’Emilia-Romagna!

24.1.11

Dal Risorgimento ai nostri giorni, centocinquanta anni di storia nazionale raccontati attraverso le biografie delle protagoniste della politica, della cultura, della scienza, dell'economia e dello sport.
Con la loro determinazione, il loro coraggio e la forza con la quale si sono opposte al classico luogo comune che dipinge le donne come «angeli del focolare», le italiane di cui parla questo libro hanno lasciato un segno indelebile nei campi della politica, della cultura, della scienza, dell’economia e dello sport. Dalla Contessa Lara, «poetessa maledetta» di inizio secolo, a Rita Levi Montalcini, scienziata geniale, da Matilde Serao, illustre letterata e pioniera del giornalismo, a Sara Simeoni, campionessa olimpionica, passando per grandi innovatrici come Maria Montessori o imprenditrici del calibro di Luisa Spagnoli, "Le italiane" racconta la storia e le storie di donne che, con la loro passione e il loro ingegno, hanno cambiato le sorti di un Paese. Un tributo a figure femminili di fondamentale importanza firmato dall’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa che, raccogliendo un’idea di Annamaria Barbato Ricci, partecipa con questo libro alle celebrazioni per i centocinquanta anni di Unità nazionale.