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21.6.12

 
di Magalí Pizarro.

Si, la rete sorprende... 
una pubblicazione su facebook puo' essere molto di piu' di un semplice messaggio perso... 

Con Ora Italia ho il piacere di condividere ogni giorno pensieri e sentimenti con ognuno dei fans che partecipano, suggeriscono, domandano e criticano dando il loro contributo alla crescita del programma. 

Ora Italia ha una durata in onda di un'ora settimanale. Un'ora che si moltiplica durante tutta la settimana, dando spazio all'interscambio di idee, collaborazioni.
Ed e' anche la via di comunicazione fra discendenti ed il mondo che l'Italia riserva per loro. 

E' stato proprio un messaggio su facebook quello che ha portato me, conduttrice di Ora Italia, e Luciano Cutrera, fotografo di "Surea, magazzino di video regionali" a conoscere il Blog Diario Latino di Alessandro Giacopetti. 

Noi due eravamo alla ricerca di immagini per un cortometraggio che Luciano sta realizzando sulla storia del nonno, Franco Bela, di mestiere calzolaio, ed emigrato da Fermo nel dopoguerra. 
Ora, Franco si trova in Patagonia dove con i suoi 78 anni, continua ad essere il "cazolá" piu' apprezzato della citta'. 

Alessandro, cura con passione il blog che, con grande attenzione, segue i fatti, gli eventi e tutto quanto accade fra l'Italia e l'America Latina. 
Cosí, leggendo il nostro messaggio, Alessandro prese la videocamera ed e' andato in giro nella sua Fermo alla ripresa di immagini. 

Un contributo prezioso, nato dall'espontaneita', fra sconosciuti che pero' hanno a cuore la cultura e sono orgogliosi di essere italiani, ovunque si trovino. 

Vi invitiamo a sentire l'intervista realizzata ad Alessandro dove potete entrare in conoscenza delle sue attivita'. E certo... vi invitiamo anche a dare un'occhiata al blog: Diario Latino  

n.d.r: foto di Rodrigo Oñate A. - opera plastica del collettivo culturale La Mano. 

31.5.12



di @magapizarro - Ora Italia 

Che l'Argentina è lunga e piena di storie, lo sappiamo tutti.
Ma quante storie ci stanno dentro?
 Sicuramente tante.
Le conosciamo tutte?
 No, sicuramente no.

Ogni km che facciamo, ogni città che andiamo a scoprire, con fotocamera e mappa in mano, è un altro mondo.

E quel altro mondo ci stupisce.
Ci lascia senza parole, davanti a creazioni monumentali che non avremmo mai creduto di trovare in mezzo alla pianura pampeana.

Mi è successo a Saldungaray, piccolo paese che per conoscerlo e scoprire che non è un nome di brano musicale brasiliano devi - per forza - cercarlo su Google.

Con una semplice ricerca si arriva a scoprire che Saldungaray è nato come paese grazie alla costruzione di una piccola fortezza quando in questa terra rimaneva ancora una piccola quantità di indios. Il forte era il punto d'incontro delle forze armate guidate da Juan Manuel de Rosas nella "campagna al desserto", e rimase attivo fra il 1863 e il 1877.


Ma fu dopo, nel 1879, che Saldungaray cominció a crescere come popolazione anche se rimaneva sempre un piccolo paese di campagna.
In quello stesso anno, Pedro Saldungaray, di origine vasco-francese divenne proprietario di 2670 ettari, da lui deriverebbe poi il nome dato al comune.

La prima casa ed il primo albergo della zona nacquero nel 1901. Incredibile trovare in mezzo a quel paessaggio due costruzioni, le prime di un posto che ancora oggi fa fatica ad inserirsi nei percorsi turistici "tradizionali".

Il treno arriva a Saldungaray nel 1903 collegandola così alle città di Olavarría - Pringles e Bahia Blanca. Un anno dopo il paese arriva al punto massimo di organizzazione; si progetta la costruzione della Chiesa che si avvierà dopo nel 1905. E dal 1906 apre le porte la prima scuola del paese.

È curioso però sapere che la fondazione del comune avenne ancora dieci anni dopo. Quando l'erede di Pedro Saldungaray suggerì donare una frazione di terra e fondare il "grande paese", come venne denominato dai discendenti europei che li vi risiedevano.

Immersa nel verde dei colli di Villa Ventana, Sandungaray ebbe da sempre una grande produzione di prodotti agricoli di grande qualità e da qualche anno si caratterizza per essere una delle regioni vitivinicole più riconosciute della provincia di Bs.As. Rimane sempre da dire che anche se il paese è cresciuto in servizi, il numero di abitanti si è sempre mantenuto ed è il piccolo paese di entroterra, ricco di storie "paisane".

Ma... torniamo ancora alla storia. Saltiamo indietro fino al 1938.
L'anno delle grandi costruzioni, della nascita del Municipio, dei ponti sul ruscello Rivera, di quello sul fiume Sauce Grande, del Mercato Municipale, del macello e del grande monumento alle porte del cimitero. Tutti edifici nati grazie al lavoro del Deputato Santiago P. Saldungaray, nipote del fondatore.


E arrivati a questo punto devo esservi sincera: non avrei mai immaginato di trovare in un paese così minuscolo come Saldungaray un'opera architettonica dalle dimensioni gigantesche. 

Andando verso la strada che porta di ritorno a Villa Ventana, piccolo comune fra i colli, mi son trovata davanti ad un immensa porta, vestita da una costruzione circolare e, in mezzo, una croce a mio avviso "pazzesca" dove Gesù era rappresentato solo e unicamente dalla testa. 
Son rimasta a guardare il posto in silenzio, almeno durante 5  minuti. Guardare la vecchia costruzione, un po' scolorita, guardarsi intorno e non trovare nessuno... era senz'altro un po' tetro. 
Però è stato comunque il primo momento in cui mi sono fermata con piacere a guardare ciò che Salamone fece tanti anni fa: il cimitero. 

Fino a quel momento non sapevo esattamente chi fosse l'architetto. 
Arrivata a casa, sono andata di corsa a cercare qui, su Internet. E, indovinate! l'architetto era di origine italiana e si chiamava Francisco Salamone. 

Figlio d'italiani provenienti da Catania, Sicilia, Francisco, uno dei 4 figli Salamone, nacque a Bs.As il 5 giugno del 1897.

Finita la scuola, Francisco Salamone decise di dedicarsi all'architettura come suo babbo. Così inizio i suoi studi nell'Università Nacional de La Plata e li concluse a Cordoba. Nel 1917 ricevete la Laurea di architetto e ingenero.

Ma le sue opere arrivarono alcuni anni dopo, più precisamente a partire dal 1930, momento in cui Salamone lavorò, in provincia di Cordoba, nella pavimentazione di gran parte della provincia, però, con la difficoltà di lavorare per un governo corrotto e non poter portare a termine i suoi progetti, dovendo tornare in provincia di Buenos Aires.

In quegli anni il governatore della Provincia di Bs.As era Manuel A. Fresco, amico di Francisco che l'incaricò la costruzione di tutti gli edifici pubblici della Pampa humeda.

Cimiteri, edifici comunali, monumenti e macelli sono state le opere significative che Salamone portò a termine in tutta la provincia in 4 anni di lavoro! si, dal 1936 al 1940. Tracciando un percorso di patrimonio architettonico e artistico unico e di grande rillievo per la comunità italiana nel mondo. 

Gli affezzionati di Salamone vengono in queste terre per scoprire (e documentare in fotografie) le sue opere e addentrarsi nel mondo argentino della pampa, la campagna, i sapori e i colori unici che questa terra regala.

Ma oltre ad essere un grandissimo (scusateci se non siamo obiettivi a volte) architetto, si dedicò anche a far politica, arrivando a presentarsi come candidato a Senatore provinciale dell'Unión Civica Radical senza maggior successo. 
La sua famiglia? ... Francisco sposò una ragazza inglese con cui ebbe quattro figli. Proprio come suoi genitori italiani. 




18.4.12


Un documental que recorre la historia de la Asociación Emilia Romagna de Mar del Plata, una de las instituciones italianas más reconocidas de la ciudad, y de algunas familias que la fundaron será estrenado el próximo sábado 21 a las 16:00 en la Sala Melany (San Luis 1750). La entrada podrá ser cambiada por un alimento no perecedero.
Gli sguardi dell emigrazione está dirigido por Julieta Paladino, joven emiliano romagnola, y en él se pueden ver entrevistas a muchos de los integrantes de esta comunidad, que viven en la ciudad. Ellos explican sus vivencias, el trabajo, y aportan varias miradas subjetivas sobre la emigración y el desarraigo.
Producido por Cosmia Films, además este documental cuenta con animaciones realizadas por el artista plástico Luis Acevedo. El sonido y una de las canciones de la banda sonora son obra del músico Pablo Reisz.


Un documentario che ripercorre la storia dell'Associazione Emilia Romagna di Mar del Plata, una delle istituzioni italiane più riconosciute della città balneare argentina, e delle famiglie che la fondarono sarà presentato per prima volta al pubblico il prossimo sabato 21 aprile alle 16.00 nella Sala Melany (via San Luis 1750) di Mar del Plata; alla presenza della Presidenta della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo, Silvia Bartolini.
L'ingresso alla proiezione sarà libera e gratuita. 

Direttrice del documentario "Gli sguardi dell'emigrazione" è Julieta Paladino, giovane dell'Associazione Emilia Romagna a Mar del Plata. 
Una ragazza in "migrazione continua", come si definisce lei al microfono di Ora Italia. Diversi momenti della sua giovane vita l'hanno trovata a vivere fra Bologna e Argentina, fra colli e mare, da lì la sua passione per la cultura italiana ed il bisogno di "documentare le storie di vita dei nostri emigrati che arrivati in Argentina si trovarono in difficoltà, lontani da casa, dagli affetti e con un nuovo progetto di vita".

Nel documentario è possibile vedere le interviste ad alcuni degli integranti della comunità emiliano romagnola a Mar del Plata, che si raccontano dalla vita quotidiana al lavoro e danno il loro sguardo sull'emigrazione.

Prodotto da Cosmia Films, il documentario presenta anche animazioni realizzate dall'artista plastico Luis Acevedo. Le musiche sono opera del musico Pablo Reisz.

5.4.12


BELLUNO\ aise\ - Sono on line sul canale di You Tube le ultime attività dell'Associazione Bellunesi nel Mondo.
Segnaliamo in particolare due video, fra i quali il primo dà informazioni ed illustra il programma dell'Assemblea generale dell'associazione, in programma il 21 luglio prossimo.
L'altro video raccoglie invece altre iniziative organizzate di recente dall'associazione: Sergio Nava e la presentazione del suo libro "La Fuga dei talenti"; il successo per la seconda tappa della videoconferenza "Belluno-Paranà"; la riunione del consiglio direttivo ABM; e gli auguri di Buona Pasqua dal vescovo Giuseppe Andrich a tutti i bellunesi nel mondo. 

26.3.12

26 marzo 2012 - 09.07h  

redazione @oraitaliaradio 



Se encuentra abierta la inscripción al curso "Enseñar el italiano como lengua extranjera" destinado a docentes de las asociaciones emiliano-romagnolas en el mundo. 
E’ rivolto alle associazioni emiliano romagnole all'estero nel mondo il corso “Insegnare l’italiano come lingua straniera”, organizzato dal Laboratorio di glottodidattica dell’Università di Parma.
Può partecipare al corso chiunque abbia un titolo universitario di laurea almeno triennale (o assimilato) o sia un insegnante in possesso di titolo di diploma di scuola superiore con almeno tre anni di servizio documentato in qualità di docente di italiano. E’ inoltre necessario essere collegati a una delle associazioni emiliano-romagnole nel mondo, con attestazione del presidente dell’associazione.
Il corso dura cento ore suddivise in tredici settimane e si svolge in e-learning e autoapprendimento. Al corsista che parteciperà in modo regolare alla vita della classe virtuale sarà rilasciato l’attestato finale dell’Università di Parma.
E’ previsto un numero minimo di 35 iscritti e un massimo di 70. La graduatoria dei partecipanti sarà stilata in base all’ordine d’arrivo delle domande e alla necessità di garantire la rappresentatività delle associazioni, così da favorire la più ampia partecipazione.
Il costo del corso è di € 200,00. I primi 35 iscritti della graduatoria finale godranno di un contributo della regione Emilia Romagna pari a € 180,00; rimarranno a loro carico i restanti 20,00 €.
Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo.
Per poter partecipare bisogna inviare domanda - corredata da curriculum vitae e dall’attestazione del presidente dell’associazione in merito al legame con la stessa - alla segreteria del Laboratorio di glottodidattica: glottodidattica@unipr.it.

11.3.12

11 marzo 2012 - 01.09h  


ROMA \aise\ - Il 17 marzo diventa la "Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia", lo ha deciso oggi il Consiglio dei Ministri con un provvedimento ad hoc.
 Il 17 marzo è una data dal forte valore simbolico per l’Italia. È in questa data che centocinquanta anni fa, nel 1861, è stato proclamato il Regno d’Italia. Il 17 marzo rappresenta quindi il punto di arrivo nel percorso dell’unificazione nazionale e, al tempo stesso, il punto di partenza del cammino verso il completamento dell’unificazione del Paese.
Per queste ragioni il Consiglio dei Ministri ha istituito, su proposta del Sottosegretario alla comunicazione e all’editoria, Paolo Peluffo,  la “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia”, da celebrare il 17 marzo di ogni anno. La nuova solennità civile, che quindi non comporta riduzioni degli orari negli uffici e nelle scuole, rappresenta la sintesi di un anno intenso di celebrazioni ed eventi - quello appena trascorso- durante il quale si è celebrato il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, con una vasta partecipazione della società civile e delle Istituzioni. Crea inoltre un’occasione nuova per tenere viva nella società civile e nelle istituzioni la memoria dell’anniversario.
Durante la “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia” è prevista l’organizzazione di iniziative, su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle città e nei luoghi di preminente rilievo per il processo di unificazione e di costituzione dello Stato italiano. Le iniziative comprendono giornate di studio, dibattiti e convegni scientifici, ma anche occasioni ricreative finalizzate a coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini.
Dall’iniziativa non deriveranno nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.(aise)





5.3.12

5 marzo 2012 - 15.36h  
MONTEVIDEO\ aise\ - In America Latina, dov'era cominciato con la prima trasferta in Argentina, termina il lungo cammino di "Written in Italy", la prima biblioteca italiana itinerante di letteratura tradotta all’estero. Dodici tappe, oltre quattro anni di progetto, più di centomila chilometri percorsi al seguito della letteratura italiana di ogni tempo. Una esperienza senza precedenti che vivrà il suo epilogo a Montevideo, dal 19 al 23 marzo alla Biblioteca Nacional de Uruguay.
Nata come iniziativa privata inseguendo il lungimirante tentativo di allestire la prima biblioteca di letteratura italiana tradotta all'estero, la mostra "Written in Italy" ha incassato il patrocinio dei Ministeri per gli Affari Esteri e per i Beni e le Attività Culturali e poi la collaborazione di alcune tra le più importanti personalità della cultura italiana.
All'allestimento della biblioteca e dell'esposizione, ad oggi l'unica del genere che sia mai stata curata in Italia, hanno preso parte donando libri e importanti documenti 30 editori italiani e 12 stranieri, 53 scrittori, 12 Istituti Italiani di Cultura, 10 agenzie letterarie e 15 Ambasciate d'Italia.
E dopo 11 tappe in Italia - a Foggia, Roma,Leuca e Bologna - e all'estero - Còrdoba in Argentina, Skopje in Macedonia, Vilnius in Lituania, Amsterdam in Olanda, Seoul in Corea del Sud e Doha in Qatar - e oltre 8.500 visitatori raccolti lungo il suo faticoso ma entusiasmante cammino, "Written in Italy" giunge alla sua ultima destinazione: Montevideo in Uruguay, dove vivono oltre 600mila italiani e dove si diressero molti connazionali durante la prima ondata migratoria che durò dal 1875 al 1900.
"In realtà abbiamo ricevuto altri due inviti a esporre "Written in Italy", uno a New York e l'altro a Pretoria, ma", spiega il curatore della mostra Davide Grittani, "abbiamo deciso di esaurire la nostra esperienza in Uruguay. Innanzi tutto perché bisogna saper uscire di scena, dopo quattro anni trascorsi in giro per il mondo al seguito della letteratura italiana crediamo che sia giunto il momento di chiudere questa irripetibile esperienza. In secondo luogo perché sta diventando sempre più difficile intercettare il sostegno di chi investe in cultura, aziende o enti che ci hanno accompagnato convinti che l'Italia sia un Paese rappresentato in maniera approssimativa rispetto alle sue radici, ma che adesso, per evidenti ragioni, fanno fatica a sostenere il nostro impegno. E poi", ha aggiunto Grittani, "noi che comunque siamo privati, sentiamo di aver setacciato tutte le risorse a disposizione, umane e intellettuali. La speranza è che adesso, dopo questo progetto coraggioso e inedito, siano le istituzioni pubbliche a farsi carico di un monitoraggio attento e costante sull'esportazione della nostra letteratura all'estero".
"Written in Italy" in Uruguay è stata organizzata su iniziativa dell'Ambasciata d'Italia e dell'Istituto Italiano di Cultura. L'inaugurazione è prevista per lunedì 19 marzo alle ore 19 alla presenza dell'ambasciatore d'Italia in Uruguay, Massimo Andrea Leggeri, e del direttore della Biblioteca Nacional de Uruguay, che è anche uno scrittore molto popolare nel Paese, Carlos Liscano. La mostra resterà aperta dal 20 al 23 marzo dalle 8 alle 20, a disposizione di visitatori e gruppi organizzati.
In esposizione circa 500 traduzioni in rappresentanza di 400 autori italiani di ogni epoca, di 47 lingue ufficiali e 16 alfabeti. "Un patrimonio che contiene anche libri molto importanti", osserva alla viglia dell'evento l'ambasciatore Leggeri, "testi che sono fisicamente appartenuti ai più grandi scrittori italiani del Novecento, penso a Pasolini, Moravia, Soldati, Buzzati, Calvino e molti altri. Questa mostra, inoltre, capita anche nell'anno della cultura italiana in Uruguay, che noi celebreremo con molte iniziative tra cui questa mostra singolare e così affascinante". (aise)

17.12.11

Andiamo su facebook e cosa troviamo? Una bella sorpresa! Il nostro post sulla Patagonia [vedi: Se diciamo Patagonia, cosa vi viene in mente?] è andato a finire su RadioEmiliaRomagna che ha dedicato il Podcast Paesaggio dell'anima a la nostra bella e vasta terra. 


Avete mai pensato di visitare la Patagonia, quella terra così vasta? Noi lo abbiamo fatto, con la guida di Magalí Pizarro, in cerca di impronte e tracce di un passato che è anche nostro: nella FanPage di Radio Emilia-Romagna potete leggerne il resoconto. 





La seconda parte di Patagonia Blues è stata pubblicata lo scorso sabato 17 dicembre, ed è possibile ascoltarla a questo link:                                        
RadioEmiliaRomagna | Paesaggio dell'anima | Patagonia Blues. Seconda parte

12.12.11

E’ nata a Bettola, Comune in provincia di Piacenza, l’associazione "Bettola nel mondo", con l’obiettivo di mantenere il legame fra i cittadini emigrati nel mondo e la propria terra d´origine. Ora Italia ha parlato con il suo Presidente Roberto Boiardi (residente a Bettola) ed il Presidente Onorariro, Marcelo Carrara, nonché Consultore della Consulta degli Emiliano Romagnoli all'Estero, residente a Mar del Plata (Argentina). 


15.8.11


Ora Italia saluta, come ogni quindici giorni, Mina Cappussi di Un Mondo D'Italiani che come di consueto si collega con la trasmissione per condividere fatti, sentimenti, eventi e pensieri degli italiani nel mondo. In questa puntata, Magalí di Ora Italia saluta Mina che dall'Italia inizia il suo servizio in diretta così:  

Buongiorno Magalì, buongiorno agli italiani in Argentina, buon giorno Argentina!

Oggi prima di parlare della situazione politica del Molise che si appresta ad andare alle urne per il rinnovo del consiglio regionale, voglio cominciare con una notizia simpatica che viene da Campagna, un centro in provincia di Salerno. Una tradizione simpatica, e davvero unica, che ho scoperto anche io da poco, pubblicata da Stefania Paradiso su UN MONDO D’ITALIANI. Dunque a Campagna si tiene una festa dell’acqua particolarissima dal 16 luglio al 16 agosto, perché in questo periodo il corso del fiume Tenza viene deviato per le strade del centro storico così che turisti e abitanti del centro possono sguazzare nell’acqua fino alle caviglie. 
Acqua di Capri, di @fuzzylama

Undici le “chiene” come si chiamano le inondazioni programmate, riempite da giochi d’acqua e spettacoli vari. Tutto cominciò alla fine dell’800: la chiena era un espediente economico, naturale ed ecologico per pulire il corso principale della città. Si affiggeva un’ordinanza amministrativa, in cui il sindaco ordinava e avvisava la cittadinanza della pulizia del corso. La delibera storica che ufficializzava la Chiena è del 1889: oggi essa è diventato un vero e proprio appuntamento e vanto per il paese che attrae turisti e visitatori, felici di prendersi a secchiate d’acqua e passeggiare per il corso, con l’acqua che sfiora le caviglie. 
E veniamo al Molise. Le prossime elezioni regionali, come ho annunciato, stanno movimentando non poco l’agosto molisano. Quella che sembrava una riconferma senza eccezioni, la rielezione di Michele Iorio al vertice della Regione Molise, oggi lascia qualche dubbio aperto.
Petrella Tifernina, di @fedeambo
Intanto per la candidatura di Michele Petraroia, uomo di grande carisma e riconosciuta onestà. A favore dell’attuale governatore gioca il fatto che Petraroia è a sinistra, e le sinistre, in Molise, sono spaccate in mille rivoli. Secondo Futuro e Libertà si dovrebbe creare un terzo polo e guardare con attenzione alle primarie che si stanno preparando.
A fare da contraltare le decisioni del governo di questi giorni per arginare la crisi economica ed occupazionale. Si richiedono molti sacrifici agli italiani, e il popolo del Belpaese si adatta, ma nessuno pensa a ritoccare le pensioni dei parlamentari che sono altissime, 20 – 30 volte più elevate di quelle della gente normale. Tra i provvedimenti assunti, oltre alle stretta sulle pensioni, la eliminazione di numerose province (in Molise sparirebbe la provincia di Isernia) e l’accorpamento di molti comuni piccoli e piccolissimi.
Vi lascio alle opportune riflessioni e chiudo con una notizia molto carina, relativa all’annuale raduno degli Abruzzesi e Molisani del Piemonte e della Valle D’Aosta, che da 1975, senza soluzione di continuità, organizzano un incontro in una diversa località d’Italia. L’anno scorso è toccato a Campitello Matese, quest’anno a Carunchio, in provincia di Chieti. Il Presidente della Famiglia abruzzese e Molisana di Torino, Carlo Di Giambattista, ha fatto le cose in grande e ha associato alla “rimpatriata”, come si chiama, l’inaugurazione del Casale d’Abruzzo, che lui stesso ha ristrutturato, a basso impatto ambientale e paesaggistico, dotata di tecnologie tutte eco-sostenibilidall’utilizzo di materiali ecologici, quali il legno e il sughero, al recupero dell’acqua piovana, alla fitodepurazione, al compostaggio dei rifiuti organici, all’utilizzo di pannelli fotovoltaici. C’è anche un piccolo laghetto per l’approvvigionamento idrico e una piscina. Il Casolare abruzzese è messo a disposizione degli amici abruzzesi e di coloro che, volendo trascorrere un momento di relax in Abruzzo, hanno a proprio fondamento il concetto della eco-sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.
gruppo Gioa D'Italia
Le associazioni regionali, come ben sai, sono molto forti, in Italia e all’estero, e a loro si deve il forte attaccamento alla terra natale e a quella di propri padri. 
A tal proposito arriva  il 18 in Molise il gruppo folkloristico Gioia D’Italia, composto da molti molisani, calabresi, siciliani e campani, proveniente da Lanus (Buenos Aires) . Il gruppo è capitanato da  Dante Ricchiuti Roberto Carolei.  
Gioia D’Italia nasce dalla passione e dall’amore per la cultura e la tradizione italiana. Tanti gli spettacoli in programma e visite alle città per rafforzare quel legame e quelle radici che conoscono bene tutti coloro che hanno dovuto lasciare la propria terra.

28.7.11


Giunto alla terza edizione, il Premio Italiani nel mondo, ideato dal Centro Culturale Laurentum con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, ha raggiunto l’obiettivo di estendere i confini geografici del Premio Laurentum anche in ambito internazionale, consentendo non solo di incrementare ulteriormente il numero dei partecipanti ma anche di far uscire sempre più il tema della poesia italiana dai cenacoli di nicchia delle élite intellettuali, per diffondere il valore della cultura anche a pubblici forse meno specialistici, ma non per questo meno bisognosi dell'arricchimento interiore che la poesia può dare. Questa iniziativa, nata in risposta alle centinaia di accessi dall’estero, emersi dal monitoraggio del sito www.premiolaurentum.eu (in particolare Francia, Polonia, Svizzera, Svezia, Spagna, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Canada, America latina e Russia) e alla frequenza con cui il tema della migrazione ricorre nelle poesie a concorso, ha ottenuto da subito un enorme riscontro da parte del pubblico e una straordinaria attenzione da parte dei media. Il premio si rivolge agli italiani residenti all’estero e agli oriundi e si propone, in coerenza e sinergia con le linee guida strategiche della politica di programmazione culturale del Ministero, di diffondere e promuovere, presso i nostri connazionali nel mondo, la lingua e la cultura italiane e di rinsaldare il legame delle nuove generazioni con il Paese d’origine. Il tema del concorso è libero. E’ possibile partecipare inviando poesie inedite in lingua italiana e\o in vernacolo con riferimento ai dialetti italiani.

La poesia vincitrice sarà selezionata dalla qualificata Giuria del Premio, presieduta da Gianni Letta e composta da eminenti protagonisti del panorama culturale italiano: Angelo Bucarelli, Corrado Calabrò, Mariella Cerutti Marocco, Gianluca Comin, Maurizio Cucchi, Stas Gawronsky, Simona Izzo, Raffaele La Capria, Mauro Mazza, Francesca Merloni, Mauro Miccio, Maria Rita Parsi, Davide Rondoni, Roberto Sergio e Maria Luisa Spaziani. Per partecipare è necessario leggere attentamente il regolamento. 

Il vincitore riceverà un biglietto aereo per raggiungere Roma il giorno della premiazione prevista per i primi di dicembre.
La scadenza è il 31 luglio 2011. Per informazioni: info@premiolaurentum.it

19.7.11

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Federazione Dirpubblica bandisce un premio storico letterario aperto a tutti i cittadini italiani ispirato al “Ruolo dei Pubblici funzionari nel lungo processo di unificazione sociale e culturale dopo il 1861”.

“Anche se l’impiego negli Uffici del Regno d’Italia non aveva i connotati pubblicistici attribuiti in seguito dalla Costituzione repubblicana – leggiamo nel bando - il titolo allude al ruolo di coloro che, con il proprio lavoro civile (nelle Scuole, nei Comuni, nei Ministeri, negli Ospedali) hanno contribuito all’unificazione morale della Nazione e a “fare gli Italiani” dopo l’avvento dello Stato unitario.
L’opera premiata sarà riprodotta in almeno mille copie e diffusa nei più importanti uffici della Pubblica Amministrazione italiana; l’autore del lavoro riceverà un premio simbolico in denaro di mille euro.
Si partecipa con un componimento letterario libero: il lavoro può consistere in uno studio a carattere storico, tecnico, sociale, culturale o politico ma può anche trattarsi di un’opera narrativa di qualsiasi tipologia (romanzo, novella, racconto leggendario, storia inedita ecc.), senza alcuna limitazione;
La consegna dei lavori dovrà avvenire entro il 31 ottobre 2011, e i lavori della Commissione aggiudicatrice si concluderanno entro il 30 novembre 2011; la premiazione avverrà, con cerimonia ufficiale, entro il 15 dicembre 2011.



il Bando, qui

14.7.11

La mostra verra' inaugurata questo venerdi' 15 luglio alle ore 17.30 presso l' ex Convento di San Domenico, via Buccio da Ranallo 65/A, all'Aquila.

E' spesso la realtà ad ispirare l'opera di Raul Rodriguez. Sia che derivi da fatti di cronaca, memorabile resta l'installazione dedicata all'eccidio di piazza Tien'anmen, sia che nasca semplicemente dall'osservare la realtà; dal guardare attentamente quello che ognuno di noi ha la fortuna di avere intorno a se quotidianamente. Siano campi sterminati o foreste, città o piccoli borghi. Tutto può diventare fonte di nuove creazioni, così anche le radici, simbolo di forza e potenza della natura e iconografia per eccellenza del legame fortissimo con madre terra, diventano soggetto perfettamente riconoscibile negli ultimi lavori che Raul Rodriguez propone in questa mostra che porta proprio il titolo: “Radici”.

Ed è questa, senza tanti giri di parole, la genesi delle opere esposte. Le Radici possono diventare tutto anche mostri enormi e tentacolari nell'installazione che da il titolo alla mostra e dove è ben evidente il confronto tra esse e l'uomo, moderno però perché ridotto a sagoma tanto da sembrare un omino appena uscito da un'opera di Keith Haring. Inizia così il percorso alla scoperta di questi oggetti fatti di tutto e si parte sempre dalle radici...poi, mano a mano che guardi e capisci, leggi altro. Ti rendi conto che queste radici possono diventare alberi e rami, ma anche case e palazzi e opere d'arte nell'opera d'arte. Così dalla radice si arriva alla sagoma di un trittico rinascimentale dalla tipica cornice dorata dove però al posto della rappresentazione lo sguardo si perde in un azzurro intenso; in “un cielo senza riparo”.

Da qui il pensiero corre veloce all'altro e profondo significato che la parola radici porta in sé. Quello del legame con la propria terra, con la propria storia e con la propria memoria.

Immediato scatta allora il rimando al terremoto per chi come gli aquilani e come Raul Rodriguez argentino ma ormai aquilano d'adozione, hanno vissuto e sperimentato la forza devastante della natura, il suo potere di sradicamento e rottura. Così il ritorno alla radici diventa anche ritorno alla propria e alla storia comune. Una storia da non perdere nonostante tutto, perché unico e solo legame con la propria terra, con la propria città, con la propria memoria senza la quale è impossibile andare avanti ricostruire o ri – costruirsi. Proprio come gli alberi forti e generosi perché ben saldi alla terra grazie alle loro radici.

La mostra resterà aperta fino al 28 luglio dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00

comunicato stampa Raúl Rodriguez.

30.10.10

Sono aperte le iscrizioni per imparare l'italiano in modalità E-learning. 


L’Associazione Emilia Romagna della Comarca Viedma-Carmen de Patagones organizza un corso gratuito in modalità E-learning  denominato “Costruire l’italiano”. L'inizio del corso è previsto per marzo 2011. 
Il corso in lingua e cultura italiana, destinato ai giovani discendenti della Regione, analizzerà in profondità gli aspetti economici, sociali, culturali e turistici della Regione Emilia Romagna.
Potranno partecipare a questo corso i giovani dai 18 ai 38 anni d’età discendenti della Regione Emilia Romagna o italoargentini il cui piano di studio e/o professione si trovi in relazione diretta con le aree di giornalismo, archittetura, design e turismo.
La scheda di iscrizione dovrà essere richiesta all’Associazione Emilia Romagna della Comarca Viedma-Carmen de Patagones alla E-mail: assoerviedma@gmail.com e inviata entro il 20 febbraio 2011 alla stessa casella di posta elettronica.

La parte didattica in E-learning sarà a cura dell’Associazione Lingua Madre mentre l’Associazione Emilia Romagna della Comarca Viedma- Carmen de Patagones curerà la pianificazione e progettazione delle attività e seguirà il corso con un tutor che comunicherà con i giovani studenti.
“Costruire l’italiano” è un progetto dell’”Associazione Emilia Romagna della Comarca Viedma -Carmen de Patagones” e conta sul contributo della “Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo”, ed il patrocinio dell'Associazione Culturale Lingua Madre di Genova, l’Istituto di Design Ucrono de La Plata, il quotidiano online Un Mondo D'Italiani del Molise ed il programma radiofonico Ora Italia in Patagonia.