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6.11.11

ROMA\ aise\ - Un concorso su Twitter e Facebook per avvicinare i cittadini dei singoli Stati europei alla cittadinanza dell'Unione. È l'idea del Parlamento europeo, uffici in Italia e in Spagna, che ha lanciato sui due social network più famosi il concorso #itagnoles, dedicato all'articolo 8 del Trattato di Lisbona: "La cittadinanza dell'Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce", per raccontare le storie degli spagnoli che vivono in Italia e degli italiani che si sono trasferiti in Spagna.

Il concorso ha avuto inizio a luglio e terminerà a dicembre 2011. I migliori tweet che descrivono la vita tra Italia e Spagna e che compaiono sul social network di microblogging con l'hashtag, cioé la parola chiave #itagnoles, saranno selezionati, raccolti in un libro e illustrati da un disegnatore. Si può anche postare il proprio tweet sulla pagina Facebook di #itagnoles, collegato a un disegno, ma non foto né video, che lo descriva.

Tra gli ultimi tweet inviati, prevalgono quelli di sapore estivo. Scrive Silvia Guillén: "Spagnoles que van a Sicilia de vacaciones y vuelven con un único pensamiento en la cabeza: "Tengo que volver!". È  anche tempo di ritrovi a distanza di anni, come ricorda Susana Martin Gijon: "Questo estate ci incontriamo le amiche spagnole della erasmus che abbiamo fatto 8 anni fa a Parma. Itagnolas sempre nel cuore :)".




Il sito del concorso è all’indirizzo http://itagnoles.blogspot.com/.
Itagnoles su facebook, click qui
Itagnoles su Twitter, click qui

31.10.11


Icona che incarna appieno lo spirito abruzzese, Rocco n' Rollo (Ivan Martorelli per i posteri) continua a stupirci con la sua carica di battute a metà tra il losangelino puro e l'idioma della regione più verde d'Italia.
Un po' Kiss, un po' AC/DC, un po' Ozzy Osborne, un po' di  tutti i front men delle più note rock bands mondiali.
Il suo strampalato ed improbabile personaggio, ha colorato il programma “Central Station”  in onda su Sky ed Mtv del quale è stato  ospite fisso, ed  eventi come l'MTV Day e TRL, per non parlare di Colorado Cafè edizione 2010.
Lui che “ha dato l'antiruggine ai Metallica”“si è incarrato (ha limonato) con i Kiss”“ha dato i croccantini ai Pantera”,  lui che se n'è  sdraiati di amplificatori...
Lui, che non canta in italiano, perché “cantare in italiano è da sfigati”...
Tra una “rustellata”  (scorpacciata di arrosticini) e una tagliente chitarra che nulla ha da invidiare a quelle dei world's  rock idols, Rocco n’  Rollo si rivela un genuino esponente della terra d'Abruzzo,  che riesce a scatenare nelle platee di tutta Italia, una altrettanto  genuina ilarità.
Tutto questo, in nome del “ PAWAAAAA” (Power, per gli anglofoni...)
Un genio.
E' in stretta collaborazione con Virgin Radio e il mitico Ringo.
Ad una rock star che si rispetti, non poteva mancare il concepimento e la nascita di un...disco!
Con Gallirecords, etichetta discografica abruzzese, ha realizzato il suo primo “triplo singolo”.
Voce roca e cattivissima su taglienti chitarre. Rock puro e testi "anglo-abruzzesi" doc.
Il triplo singolo contiene anche "You are my life", versione assolutamente inedita in lingua "losangelina"  (perchè cantare in italiano è da "sfigati") della  celebrata versione italiana "Tu sei la mia vita" , che forse ricorderete aver ascoltato in chiesa, nel corso della liturgia eucaristica. Nella versione di Rocco n' Rollo, si trasforma in una  ballade, che esplode nel finale come nella migliore tradizione del rock. Una mini Rock Opera...
E in ogni Opera che si rispetti, non poteva mancare una terza traccia,  “The PAWAAA ouverture”.
La sua ultima scorribanda artistica?
A New York, con la leggenda del punk rock mondiale, il grande Marky Ramone. E appena rientrato dagli Stati Uniti sta già progettando di far danno altrove...già, ma  dove?
Seguitelo e lo scoprirete...





Laura Barocci
Ufficio Stampa

25.10.11


Salve a tutti gli ascoltatori di Ora Italia! Oggi la cartolina è molto, molto speciale, perchè ve la raccontiamo insieme alla conduttrice di Ora Italia, Magalì Pizarro, che qualche settimana fa è stata insieme a noi alla scoperta della Romagna profonda e delle sue tradizioni.


E’ pèn de mi paèis
Te mi paèis i fa ancòura un pèn
stil cumè un òs-cia
ch’l’è pu e’ pèn ch’u s magnévva Crést.
Il cus s’un piat tònd
ad tèra còta
culòur de madòun un po’ sbiavéid
ch’e’ sòuna te tuchèl.
L’è un pèn fat sa pòchi ròbi:
acqua, faréina e sèl.
Quand ch’l’è còt e’ sfòia un bisinìn
un bisinìn u s bréusa
cumè la faza dla léuna
quand la à la luce ad travérs.
A panséi bén
l’è un pèn ch’u n sa ‘d gnént
s’u n fòss che l’à e’ gòst
di mi dis an.


Il pane del mio paese
Nel mio paese fanno ancora il pane
sottile come l’ostia
che poi è il pane che mangiava Cristo.
Lo cuociono su di un piatto tondo
di terracotta- colore del mattone un po’ scolorito
che suona nel toccarlo.
E’ un pane fatto con poche cose:
acqua, farina e sale.
Quando è cotto si sfoglia un pochino
un poco si brucia
come la faccia della luna
quando ha la luce di sbieco.
A pensarci bene
è un pane che non sa di niente
se non fosse che ha il gusto
dei miei dieci anni.
[Nino Pedretti, Al Vòusi Einaudi 2007]
Oggi vi portiamo a Montetiffi alla scoperta delle rinomate "Teglie di Montetiffi" e andiamo a conoscere i coniugi Camilletti-Reali che ci presentano i segreti della creazione di una teglia, per secoli gelosamente tramandati di padre in figlio.
In passato, famiglie intere hanno trovato sostentamento da questa attività, la produzione delle teglie, che ha avuto come centro il borgo in pietra di Montetiffi. 

Così si è andati avanti fino agli inizi degli anni novanta, quando gli ultimi due tegliai della Valle dell’Uso hanno chiuso bottega. Un mestiere che era un'arte, che aveva il profumo della terra e la tenerezza di un quadretto di piada, sembrava definitivamente perduto, lasciato tra le pieghe del tempo. Poi è arrivato il caso, forse il destino. I coniugi Camilletti-Reali hanno deciso di ricominciare a realizzare teglie. Oggi il loro laboratorio è aperto a tutti, e noi di TER siamo risaliti insieme a Magalì lungo la Valle dell'Uso e siamo andati a vedere da vicino le fasi di realizzazione di una teglia.


Le teglie vengono create in diversi formati: più grandi per il camino o la stufa, più piccole per i fornelli a gas. Si tratta di uno dei prodotti più autentici dell'artigianato di Romagna, che può fungere anche da oggetto ornamentale.

Come nasce una teglia? I termini "testo" o "tegghia" erano usati un tempo per indicare la teglia in argilla. La voce "testo" deriva dal latino "testum" che significa "coccio di terracotta".
"L'argilla viene ancora raccolta a mano, nelle vene del territorio di Montetiffi, così come il minerale di calcite ("merum" in dialetto)" ci spiega Rosella Reali, "e l'acqua è rigorosamente di sorgente." Una volta raccolta, l'argilla viene messa ad asciugare, setacciata e selezionata manualmente. Quando il prodotto è secco viene frantumato in polvere grossolana e messo in ammollo in mastelli. L'impasto così ottenuto viene tirato su piani di marmo.


Con torni a pedale si sovrappone una tavola con una spolverata di cenere, e con una manciata di impasto si inizia a plasmare il prodotto, ottenendo così la base ("e fundel"). Facendo girare il tornio, col movimento delle mani si crea l'orlo ("l'urel"), dopodichè si raffina la teglia levigandola. Lo stampo è pronto e viene poi lasciato per un'oretta al sole, poi posto nell'essicatoio per circa due mesi e ogni giorno le teglie vengono rivoltate!

Una volta essicate, le teglie vengono fatte cuocere in uno speciale forno a legna alla temperatura di 700/800 gradi per 8/9 ore. Infine, vengono lasciate riposare un paio di giorni, durante i quali si verifica se vi sono crepe o fratture. Il prodotto così ottenuto è un piccolo capolavoro e su di esse viene posto un timbro che ne certifica la provenienza: "Teglie di Montetiffi".
Le teglie tornano a vivere e a testimoniare un mestiere che raccoglie l'energia creativa che nasce dalla terra. Uguale nel tempo la magia, uguale nei secoli la poesia:  "Fosse pur là dove è maestra gente in far teglie sotto cui bel bello scoppietti il pungitopo e la ginestra, a Montetiffi?"
Così Giovanni Pascoli cantava il paese dei tegliai. Sì Giovanni Pascoli, anche lui siamo andati a trovare nel suo paese natale, a San Mauro Pascoli, ma questa, è tutta un'altra storia, che racconteremo un'altra volta.

Nicholas – Staff TurismoEmiliaRomagna

n.d.r. Brano: 'Romagna e Sangiovese', Raoul Casadei.                       
n.d.r. 2. Ora Italia ringrazia di cuore lo Staff di TER, in particolare Nicholas,  per la pazienza e disponibilità nell'accompagnarci a scoprire l'arte delle teglie. E infine a Rosella e Maurizio per il ricevimento nel loro laboratorio ed il tempo dedicato. Gracias!  

4.9.11

 
Decir MEI en Italia es hacer referencia a una marca historica en el mundo de la música independiente italiana. El Meeting degli indipendenti brinda, desde hace ya quince años, un espacio a la música jóven. 
Este año, el MEI se renueva presentando en Faenza el "Supersound", primer encuentro de jóvenes emergentes en el cual se reunirán las principales propuestas musicales del país. Las plazas y calles principales del centro histórico se animarán durante 72hs, del 23 al 25 de septiembre, con eventos e iniciativas relacionadas al mundo de la música y de la cultura. 

Durante l'ultima puntata di Ora Italia abbiamo parlato con Giordano Sangiorgi, patron del MEI, a cui abbiamo chiesto di raccontarci la natura del MEI, la sua nascita, e di presentare a tutti i nostri radioascoltatori il Supersound, il Festival per giovani emergenti in programma per il week end dal 23 al 25 settembre a Faenza, nel cuore della città, con tante presentazioni live, workshop, incontri, liscio, Notte bianca, e partita di calcio musicale.
Ora Italia vi parteciperà come radio estera per portare a tutti gli italiani in Argentina il meglio della musica italiana. E questa intervista è un anticipo di ciò che si potrà vivere a Faenza. 

Un riassunto del programma previsto per il Supersound lo trovate qui:

Venerdì 23 settembre, sera
Teatro Masini di Faenza: Targa Giovani Supersound: un premio dedicato ai miglior gruppi emergenti under 25 votati da una giuria di qualità presieduta da Luca Valtorta di XL -Repubbica.

Sabato 24 settembre, La Notte Bianca degli Emergenti
Il sabato si concluderà con una grande Notte Bianca degli Emergenti con concerti in tutto il centro di Faenza e i locali della città.

Domenica 25 settembre - Aperto tutto il giorno
Nei due giorni di Supersound si terrà il Campus Mei per i gruppi emergenti, i quali saranno messi in contatto con discografici, giornalisti ed operatori per districarsi nel settore della musica italiana.

Il programma in dettaglio lo trovate invece a questo link: http://www.meiweb.it/news/?id_news=675

Per approfondimenti, info e dettagli sulle varie iniziative www.meiweb.it

31.8.11


MAR DEL PLATA\ aise\ - Grande successo lo scorso, 19 agosto, presso il Teatro Comunale Colón di Mar del Plata per la presentazione di "Venetos en Mar del Plata", primo documentario in HD proiettato in città.Il documentario di 40 minuti illustra le attività della comunità veneta locale, intervistando diversi testimoni di vita e dando la parola anche alle nuove generazioni, senza dimenticare la storia della "Società Italiana Le Tre Venezie", faro veneto in questo angolo del pianeta, prossima a compiere 57 anni di vita il prossimo 4 novembre.
Il documentario, per prima volta presentato a Mar del Plata, è frutto del progetto creato grazie alla Regione Veneto, assieme al Comune di Porto Viro (Rovigo), l’Accademia Veneta dello Spettacolo di Rovigo, MDQ Film, il Cava (Comitato delle Associazioni Venete in Argentina), e la Gioventù della "Tre Venezie", coordinato da Marco Di Lello, Miguel Monforte e Marcelo Carrara.

Tra il numeroso pubblico presente in teatro anche i protagonisti che hanno potuto ribadire dal vivo i sentimenti e le emozioni trasmesse durante il documentario. Presenti anche gli alunni che l’anno scorso hanno frequentato il corso di Cinema Veneto tenuto da tre esperti nel settore arrivati a Mar del Plata nel febbraio 2010, e che potrebbero tornare anche il prossimo dicembre.

"Un progetto che ha dato bellissimi frutti – hanno sottolineato i tre coordinatori – sia per la capacità dei ragazzi nel confezionare il lavoro finale, ma anche perché è stato prodotto un documento unico per la storia dell’emigrazione a Mar del Plata. Un documento che non sarà l’unico: grazie al successo raggiunto, cominceremo subito a lavorare al prossimo progetto".

Ringraziamo lo Staff di SpazioGiovaneTV per le fotografie.